Questionari in strada e porta a porta per lanciare un nuovo piano del traffico

Iniziata l’attività degli operatori incaricati di raccogliere idee e proposte. Pettorine arancio e distintivi ad hoc per convincere i passanti a fidarsi  

TRIESTE Capita di vederli anche al mattino presto in località non proprio centrali come via Svevo. Pettorine gialle e cartellino identificativo al collo, sono i 12 giovani sondaggisti sguinzagliati per la città e sugli autobus di Trieste dal Comune, attraverso la società Sintagma, che ha vinto l’appalto per le consultazioni sul nuovo Piano urbano di mobilità sostenibile. Da ora a giugno la società conta di realizzare circa 9 mila interviste “vecchio stile” per individuare gli interventi necessari sulla mobilità triestina: verranno condotte sui bus, porta a porta e perfino in strada affiancati dai vigili. A queste si aggiungono però misurazioni sul traffico con strumenti tecnologici all’avanguardia.



Com’è strutturata la campagna? Lo spiega Federica Ranocchia di Sintagma, “regista” delle sei coppie di giovani sondaggisti che gireranno le strade di Trieste nei prossimi mesi. «Il termine ultimo è il 12 giugno perché ci interessa avere raccogliere i dati sulla mobilità triestina a scuole aperte, ovvero nei momenti di massimo traffico al mattino», dice.



«Abbiamo previsto tre diverse fasi di raccolta delle informazioni», prosegue ancora Ranocchia. La prima consiste in quella ora in corso: i rilevatori parlano con i cittadini alle fermate dei bus e a bordo delle stesse linee, in accordo con Trieste Trasporti. Com’è ovvio, lo scopo di questa prima fase è intercettare la fascia di cittadini che si sposta usando i mezzi pubblici. Le domande sono semplici: punto di partenza e di arrivo, motivazione del viaggio e soprattutto frequenza. «Quest’ultimo dato è il più importante perché ci permette di capire quali sono i flussi costanti», precisa Ranocchia.



La seconda fase punterà invece a intercettare il traffico veicolare privato. Si tratta di un compito non facile, e infatti i rilevatori in questo caso saranno coadiuvati dalla polizia locale di Trieste. «Ci interfacceremo con il trasporto privato in ingresso nel territorio di Trieste - spiega ancora l’esponente di Sintagma -. I rilevatori porranno le domande agli autisti fermati dagli agenti della polizia locale». Anche in questo caso le domande saranno luogo di partenza, destinazione, ragione e frequenza. Ancora una volta, l’importante è capire quali sono i traffici giornalieri in entrata in città.

La terza fase, la più corposa dal punto di vista numerico, punta invece a intercettare le persone che non si spostano primariamente con i mezzi pubblici né con il trasporto privato. Le interviste verranno quindi condotte a domicilio. Si tratta di un’impresa complicata, poiché le persone tendono a non fidarsi di chi si presenta alla loro porta. «Per presentarci ai condomini affiggeremo un preavviso all’ingresso - spiega Ranocchia -, più o meno come si fa per le rilevazioni dei contatori del gas o dell’acqua». In questo modo il sondaggio dovrebbe fotografare anche la fascia di popolazione che si sposta a piedi, in bici o che adotta altre soluzioni. Le interviste interesseranno Trieste e i Comuni limitrofi, che verranno comunque tenuti in conto nell’elaborazione del Piano urbano di mobilità sostenibile.

Alle interviste si affiancheranno le rilevazioni strumentali. Conclude Ranocchia: «Nostri tecnici da Perugia verranno a Trieste e, usando strumenti all’avanguardia come radar e videocamere, monitoreranno i flussi del traffico». —


 

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