Scongiurato l’assalto agli uffici per il reddito di cittadinanza

Niente code chilometriche nel giorno di debutto della misura. Preziosa la scelta di regolare gli accessi su appuntamento

Reddito cittadinanza, accordo raggiunto: "Dal 6 marzo via alle domande anche nei Caf"

TRIESTE Debutto tiepido e senza tensioni per il reddito di cittadinanza in regione. Caf e uffici postali non sono stati presi d’assalto come si temeva alla vigilia dell’apertura dei termini per la presentazione delle domande. Anzi. Ieri mattina le diverse agenzie di Poste Italiane risultavano paradossalmente più vuote rispetto ad altre giornate.

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Nessuna mattinata di “ordinaria follia”, insomma. Merito soprattutto di una gestione oculata degli accessi e della scelta, operata da molti centri fiscali, di ricevere su appuntamento i cittadini interessati a depositare la richiesta per l’accesso ai contributi antipovertà. Il pericolo scampato il primo giorno, tuttavia, non autorizza però a ritenere la strada definitivamente in discesa. Il lavoro che spetta ai Caf e agli sportelli di Poste Italiane nelle prossime settimane sarà comunque imponete, calcolando che sono 43.600 le famiglie che in Fvg potrebbero aver diritto a questa misura di sostegno. Si tratta del 7,8% del totale delle famiglie residenti in regione, una percentuale nettamente inferiore alla media nazionale (9,8%).



L’ufficio stampa di Poste Italiane ha avuto disposizioni di non rilasciare dichiarazioni in merito, ma ieri mattina bastava affacciarsi ai loro sportelli per fotografare la situazione. Appena una ventina le persone in attesa alle 9.30 nella sede centrale di Poste Italiane a Trieste, una decina mezz’ora dopo in quella a San Giacomo, pochi utenti anche in via Marconi e solo cinque persone agli sportelli di via Pascoli alle 11. Insomma una giornata calma, senza segnali della frenesia prevista.



Due i fattori che hanno determinato questa partenza soft: il fatto che molti candidati ad ottenere il sussidio non hanno ancora compilato l’Isee necessario per attestare che il reddito non supera la soglia limite dei 9.360 euro annui, e quindi non hanno potuto presentare materialmente la domanda, e la perfetta organizzazione dei Caf. Centri che, come detto, proprio per ovviare ad un intasamento degli sportelli e un arrivo in massa di cittadini pronti ad inoltrare la richiesta, hanno messo in moto un sistema ad appuntamenti. «Un metodo che ci permette di navigare a vista, - osserva Manuel Zeriul, referente dei Caf Acli di Trieste e Gorizia -. C’è un’incognita sui numeri, ma in questo modo, nel caso le richieste superino quelle previste, provvederemo rafforzando l’organico per garantire un servizio adeguato all’utenza. Speriamo di reggere».



In pratica, la maggior parte dei Caf, seguendo le linee di indirizzo dettate a livello nazionale, man mano che nelle passate settimane i cittadini accedevano ai loro servizi per la compilazione dell’Isee ai fini di accedere al reddito di cittadinanza, fissavano direttamente per loro un appuntamento per redigere e inoltrare la domanda. Facendosi compilare l’Isee ai Caf, è molto probabile che la maggior parte degli utenti tornerà a rivolgersi alle stesse strutture per la domanda, e non in posta, dove si presenteranno coloro che si sono scaricati da soli i modelli utili. Quanto alle domande online, impossibile sapere quante ne sono state inviate finora.

Poste Italiane gestisce la cosa programmando, intanto fino al 13 marzo, l'afflusso delle domando in base all'iniziale del cognome. Oggi, ad esempio, si accettano quelle di chi ha un cognome che inizia con la lettera C. Facendo una rapida stima, calcolando una media delle domande nei singoli Caf, ieri nelle province di Trieste e Gorizia sono state compilate circa 250-280 domande.

Ma se le file agli sportelli non si sono viste, le richieste di appuntamento per avviare questa pratica nelle ultime ore sono esplose. «Avevamo già accumulato tra Trieste e Gorizia 180 appuntamenti - dice Andrea Cum, direttore regionale dei Caf Cisl - ma oggi (ieri, ndr) è pervenuta la richiesta per altri 300. Abbiamo spiegato e la gente ha capito che non fa differenza se si invia la domanda oggi o il 20 marzo visto che c’è tempo fino al 31, e le domande accettate verranno trasmesse tra il 20 marzo e il 15 aprile». Ieri mattina le prime compilazioni delle domande hanno richiesto un po’ di tempo. Poi il sistema è stato rodato e le richieste successive sono state preparate in circa 20-25 minuti ciascuna. «Tra Trieste e Gorizia - specifica Cum - abbiamo compilato 35 pratiche, per lo più disoccupati e pensionati. Analizzando la nostra platea di utenti, abbiamo calcolato che sono circa 2 mila quelli con un Isee in regola, ma non è detto che tutti facciano richiesta». —


 

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