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Lo choc dei pompieri colleghi del padre e il dolore dei residenti di Borgo San Mauro

La famiglia del ragazzino, nipote dell’ex parlamentare forzista Niccolini, è molto nota a Sistiana. Tra gli amici di sempre il sindaco Pallotta

Ugo Salvini
2 minuti di lettura

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TRIESTE A Borgo San Mauro, la frazione vicina al centro di Sistiana dove viveva con la mamma e il papà, lo conoscevano in tanti. Alessio era un bambino vitale e sorridente. Lo stesso sorriso che appare in molte delle foto pubblicate sui profili Facebook della mamma, Benedetta Niccolini, figlia di Gualberto. Il piccolo morto sul Rilke è il nipotino dell’ex parlamentare di Forza Italia.

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Il padre, Massimiliano Rotta, è un vigile del fuoco, da quanto risulta in servizio al distaccamento di Opicina. «Una famiglia bellissima, che amava la natura e lo sport», dicono i colleghi. «Siamo tutti scossi per quanto accaduto».

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«L’ho visto nascere e crescere. Era un ragazzo vivace, pieno di entusiasmo. Ha frequentato spesso mia figlia, perché avevano età compatibili, erano amici. Non riesco a credere che non ci sia più». Daniela Pallotta, sindaco di Duino Aurisina, conosceva benissimo Alessio. E ieri sera è stata tra le prime persone a portare conforto a quei genitori distrutti dal dolore. «Mio marito e il papà di Alessio erano colleghi, entrambi vigili del fuoco – ha spiegato Pallotta, con la voce rotta dall’emozione – e per un periodo siamo stati anche vicini di casa. Per questo conoscevo molto bene questo ragazzo così ricco di interessi. Faccio veramente fatica ad accettare questa drammatica realtà».

Daniela Pallotta, come detto, ieri è accorsa subito nella baia di Sistiana, appena saputo della tragedia. L’avrebbe fatto comunque, visto il suo ruolo istituzionale, che la vuole sempre presente agli eventi che riguardano il suo Comune. Ieri mattina, per esempio, era davanti alla Burgo, per ascoltare gli operai della cartiera. Nessuno poteva immaginare che, poche ore dopo, avrebbe dovuto stare accanto alla mamma di Alessio, Benedetta, per cercare, inutilmente purtroppo, di consolarla. «Il mio posto era accanto a lei – ha detto il sindaco – un dovere morale prima che istituzionale. Ora – ha aggiunto – non è il momento delle polemiche. Spero che tutti si rendano conto del dramma della famiglia e rispettino questo loro terribile dolore».

Roberto Massi, consigliere comunale di San Dorligo della Valle, è stato per tanti anni vigili del fuoco anche lui, prima di andare in pensione, pochi mesi fa: «Massimiliano, il papà di Alessio lo conosco bene, essendo un collega – ha ricordato – e ho sempre saputo che tutta la sua famiglia apprezzava la vita all’aria aperta, le gite, le passeggiate in mezzo al verde. Ricordo che andavano spesso a sciare, segno anche questo – ha proseguito – di una personalità amante della natura. Il destino è stato veramente tragico». Diego Lenarduzzi, titolare del camping Village Marepineta, la struttura turistica che comprende una parte del sentiero Rilke, appena saputo della disgrazia, si è offerto di aprire i cancelli per agevolare i soccorsi: «Mi sono precipitato subito sul posto – ha spiegato – perché conosco ovviamente molto bene la zona e so che, per raggiungere quel costone, attraversando il campeggio si fa prima. Purtroppo però l’impegno del Soccorso alpino, dei vigili del fuoco, della Croce rossa e delle forze dell’ordine accorse sul posto non è servito». «Ho visto tutti adoperarsi nel modo migliore – ha detto un carabiniere in servizio – ma purtroppo è stato ben presto chiaro che non c’era nulla da fare e che per questo povero ragazzo non c’erano più speranze». —


 

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