Il frullato che frena la cellula malata, vince il talent show della scienza in 3’

Oltre 200 fra studenti e lettori della community “Noi il Piccolo” hanno assistito al FameLab 2019 proiettato verso Esof2020

TRIESTE Raccontare la scienza in tre minuti. È questo il senso di FameLab, vero e proprio talent show scientifico che per il settimo anno consecutivo ieri è tornato a far tappa a Trieste, al Miela.



A cimentarsi sul palco studenti e ricercatori scientifici dei principali enti accademici del Nordest i quali, in soli tre minuti, appunto, hanno dovuto raccontare un argomento di carattere prettamente scientifico con il solo utilizzo di analogie mettendoci sopra pure un pizzico d’ironia. Un modo per spiegare in maniera semplice anche i concetti più difficili senza il consueto ausilio di proiezioni, powerpoint o grafici, ma solo attraverso le parole, condensate in 180 secondi.

A giudicare le presentazioni una giuria composta da professori delle due realtà universitarie regionali, con il direttore del Museo di storia naturale Nicola Bressi,Stefano Curti per lo Stabile Fvg Rossetti e Paola Rodari per il Comitato Esof2020. Ma non solo: a fare da spettatori (e da giudici per il premio speciale del pubblico) 200 studenti delle superiori di Trieste e Gorizia e 10 lettori della community “Noi Il Piccolo”.

«FameLab è un evento scientifico estremamente importante per Trieste – così Serena Mizzon, la direttrice dell’Immaginario Scientifico che ha organizzato l’appuntamento attraverso il Protocollo d’intesa “Trieste Città della Conoscenza – perché fa capire come sia possibile spiegare in modo semplice argomenti scientifici al grande pubblico. Mi auguro che nell’ambito di Esof2020 si riuscirà a trovare uno spazio divulgativo come questo».

Ma com’è nato FameLab e quanto successo sta avendo in Italia? L’ha spiegato Leonardo Alfonsi, gm di FameLab Italia: «Nel 2012 Psiquadro, società di comunicazione che opera nell’ambito scientifico, e il British Council hanno deciso di introdurre in Italia una gara di public speaking nata nel 2005 a Cheltenham, che richiede ai divulgatori di spiegare con oggetti e parole alcuni temi scientifici. La rete triestina ha aderito fin da subito e oggi FameLab raggiunge il record di 13 città che in tutt’Italia proporranno i 20 finalisti del concorso nazionale, a Milano il prossimo 8 maggio. Qui si deciderà chi rappresenterà l’Italia a Cheltenham dove si terrà la finale mondiale».

Ad aggiudicarsi ieri il contest triestino di FameLab è stato Gigi De Pascale, studente di Biotecnologie mediche all’Università di Trieste, con il racconto di come attraverso un centrifugato di uva e curcuma si possano ridurre i canali di crescita di una cellula tumorale. Secondo il fisico Uriel Luviano, studente di dottorato in Fisica teorica alla Sissa, con una simmetria tra fisica teorica e letteratura. Terzo Hamza Chammem dell’Università di Trento, mentre il premio del pubblico è andato a Chiara Brancato.—


 

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