Con la paghetta mensile penalizzati tre eletti ma in 35 ci guadagnano

Diffusi i dati totali dei gettoni 2018 ma dal primo gennaio il sistema è cambiato. Porro, Poropat, De Gioia incasseranno meno. La spesa sale di 176 mila euro

TRIESTE Solamente tre consiglieri comunali ci rimetteranno, per altri due cambierà poco mentre per 35 ci sarà un discreto incremento dello “stipendio”. Dal primo gennaio il Consiglio è passato dal sistema a gettone, con una indennità di presenza di 104 euro lordi, a una paghetta mensile che al lordo è di 1.220 euro per un totale di 14.640 euro annui.



Gli uffici comunali avevano stimato una spesa complessiva superiore – con il passaggio da una modalità all’altra – di circa 100 mila euro, in realtà il dato è più alto alla luce anche degli ultimi numeri pubblicati ieri dal Comune sul proprio sito e relativi alle indennità di presenza del 2018.



Lo scorso anno i 40 consiglieri, il 41esimo è di diritto il sindaco Roberto Dipiazza che percepisce però una indennità di funzione lorda in quanto primo cittadino, avevano incassato complessivamente 409.463 euro. Con il nuovo sistema invece andranno a percepire a fine anno in tutto 585.600 euro con un saldo di +176.137 euro. Anche rispetto al 2017 le cifre sono più alte visto che due anni fa la spesa complessiva era arrivata a 521.796 euro. La “paghetta” è stata calcolata attraverso la media della somma della spesa degli anni 2015, 2016 e 2017. Il dato è stato influenzato al rialzo dal 2015, l’ultimo anno pieno della giunta Cosolini in cui erano cambiati gli equilibri all’interno dell’aula con nuovi gruppi e dunque più consiglieri impegnati nelle commissioni, visto che ognuno dei partiti doveva avere almeno un rappresentante durante i lavori. A questo si aggiunge anche l’attività particolarmente intensa per l’approvazione dei piani regolatore e del traffico, quindi con una quantità di lavori superiore alla media.



Venendo al paragone 2018-2019 sono tre i consiglieri che ci rimetteranno: Salvatore Porro che ha incassato 17.680 euro, seguito da Maria Teresa Bassa Poropat con 17.576 euro e infine Roberto De Gioia con 16.172. Per Poropat e De Gioia, in ogni caso, il motivo di un risultato così alto era legato al fatto di essere gli unici rappresentanti in aula del proprio partito, con la necessità quindi di partecipare a tutte le commissioni. Per il primatista Porro invece la spiegazione è legata al fatto che il collega di partito Claudio Giacomelli, anche in quanto consigliere regionale, non riusciva a presenziare a molti incontri. Per quest’ultimo in realtà cambierà poco: in qualità di consigliere regionale non percepiva e non percepirà alcun contributo dal Comune. Restano quasi invariati invece lo “stipendio” di Fabio Tuiach (Gruppo misto), che lo scorso anno si è fermato a 14.560 euro, e quello del leghista Michele Claudio con 14.352 euro.



Nella tabella compaiono anche i consiglieri fuoriusciti come Paolo Polidori, passato poi a fare il vicesindaco e sostituito da Radames Razza, Roberto Cosolini, andato in Consiglio regionale e sostituito da Sabrina Morena, e Antonio Lippolis, rimpiazzato da Monica Canciani dopo il salto in Regione.



Il nuovo regolamento prevede comunque delle penalizzazioni: 1/20 di decurtazione dello stipendio nel caso in cui il consigliere non partecipi a una seduta di una delle due commissioni obbligatorie. Anche i “monocellulari” hanno dovuto scegliere, con la possibilità ovviamente di poter partecipare comunque a tutte le commissioni. —


 

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