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Uolter star da tutto esaurito: in 400 per la “boba de Borgo”

Il personaggio del momento travolto dall’affetto dei fan assieme a Maxino. Presentato il manuale con i suoi segreti. Raffica di autografi e ballo finale

Il fenomeno Uolter che fa impazzire Borgo San Sergio e tutta Trieste

TRIESTE Quattrocento, probabilmente anche di più, giovani e meno giovani si sono ritrovati nel tardo pomeriggio di ieri al bar “Thelma e Louise” di piazzale Sartori a Borgo San Sergio per vedere dal vivo il personaggio del momento, quel Uolter Ulcigrai reso celebre negli ultimi mesi dalla trasmissione televisiva Macete di Telequattro e che ieri ha presentato il suo libro, il “Manuale della Boba de Borgo”, scritto a quattro mani assieme Massimiliano Cernecca, in arte Maxino.



Tanta gente, insomma, con tanto di pattuglia dei carabinieri a regolare il traffico, andato completamente in tilt per un paio d’ore nel popoloso rione periferico di Trieste. E a suggellare l’importanza dell’evento non poteva mancare la presenza del sindaco Roberto Dipiazza, quello vero, per l’autografo d’ordinanza e il dovuto scambio di battute con Flavio Furian, il protagonista della serata nei panni di Uolter nonché suo imitatore.



Presenti tanti abitanti del rione, ma anche molte persone provenienti appositamente da fuori città, come Andrea, arrivato da Monfalcone per farsi firmare una copia del libro. Tante le parrucche bionde e parecchi i bambini presenti, molti dei quali agghindati con la classica giacca di pelle marrone e gli occhiali da sole “da nagana”.

«Siamo andati oltre ogni aspettativa – esordisce Flavio Furian, quando finalmente riesce ad abbandonare la postazione autografi e a prendere in mano il microfono –. Oggi ci sono qui bambini, mamme, papà, perfino le case di riposo...». Una folla entusiasta, ma composta e ordinata. «Finiti i 200 libri che avevamo portato, Furian adesso firma assegni in bianco – gli fa eco il suo “compare” Maxino – perciò non abbiate paura a farvi avanti».

Ma com’è nata l’idea del personaggio Uolter Ulcigrai? «Per caso la scorsa estate – spiega sempre Maxino tra il serio e il faceto – quando dovevamo girare il video della canzone “Amore in caponera” (versione dialettale del successo estivo di Baby K e Giusy Ferreri, ndr) e io ho chiesto a Flavio di procurarmi delle “babe di alto borgo” e lui deve aver capito male e si è presentato sul set con delle “bobe de borgo”. Da lì è nata un’idea, quella di creare questo personaggio che si ispira, per i modi e la voce, a un caro zio di Furian».

Il nome Uolter, invece, si ispira al Walter proprietario del ristorante “Alle 9 sorelle” e amico del duo. «Questa è la genesi del personaggio – spiega Furian/Ulcigrai –, però mai avremmo pensato di arrivare a questo successo di pubblico». Fra le richieste più assurde dei fan presenti, il nome del negozio dove è stata acquistata la parrucca della boba, che molto probabilmente diverrà un “must” del carnevale 2019. «Quello di Uolter Ulcigrai – ci tiene a sottolineare sempre Flavio Furian – è un personaggio comunque positivo e la presenza di tutti voi qui questa sera è il miglior premio che ci potesse capitare».

Finale della serata con il “Boba Jouer”, inno della boba ispirato al “Gioca Jouer” di Claudio Cecchetto, un pezzo a metà fra la tecno e un valzer viennese. Prima di iniziare a cantare tutti assieme, però, un sondaggio è d’uopo anche per uno come Uolter: «Ciò... chi ga la pension? Femo fifty-fifty? Che no go ah». —


 

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