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Piano energetico, la Croazia dà l’ok alle trivellazioni nelle Dinaridi

Via libera alle gare per il rilascio delle licenze di esplorazione. Il ministro: così rafforzeremo l’indipendenza nel settore

Mauro Manzin
1 minuto di lettura

TRIESTE In Italia si combatte la guerra delle trivelle con il governo gialloverde che vuole rinunciare ai giacimenti nazionali. Oltre l’Adriatico invece la Croazia oltre che ai giacimenti in mare ora punta anche a quelli terrestri. L’esecutivo di Zagabria, infatti, ha deciso di avviare le procedure di gara per il rilascio delle licenze per l'esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi nella zona delle Dinaridi. Nelle parole del ministro dell'Ambiente e dell'Energia Tomislav Ćorić, il piano fa parte delle attività del governo volte a rafforzare l'indipendenza energetica della Croazia. È il piano in cui si inserisce anche la realizzazione del rigassificatore di Veglia.

Le concessioni riguardano quattro zone per uno spazio complessivo di superficie pari a 12.134 chilometri quadrati nell’area di Karlovac, nella Lika, vicino a Segna e nella regione di Zara, Spalato, Sebenico-Knin. Il periodo delle esplorazioni dura cinque anni. I parchi nazionali sono stati esclusi dall'area di esplorazione e le aree sono state delimitate lontano dalla costa e dal confine di Stato con la Bosnia-Erzegovina.

Secondo il governo, l'Agenzia degli idrocarburi condurrà azioni preparatorie, redigerà i documenti di gara e pubblicherà un bando di gara, e supervisionerà la formazione di una commissione nominata dal ministro responsabile dell'energia. Seguendo la procedura di gara, su proposta del ministero dell'Ambiente e dell'Energia, il governo deciderà sulla concessione di una singola area di esplorazione e sul rilascio di una licenza per l'esplorazione e lo sfruttamento di idrocarburi per un periodo non superiore a 30 anni, che comprende il periodo di esplorazione e il periodo di sfruttamento.

Nuove attività di esplorazione nell'area delle Dinaridi, considerata inesplorata, secondo l’esecutivo di Zagabria stimolano attività che porterebbero a una diminuzione del declino nella produzione di gas e petrolio in Croazia. Il ministro dell’Ambiente e l'Energia Tomislav Ćorić ha dichiarato che l'offerta fa parte degli sforzi del governo per rafforzare l'indipendenza energetica della Repubblica di Croazia. Ćorić sostiene anche che il processo nell'area delle Dinaridi è la continuazione delle attività che, a partire dal 2016, hanno l'obiettivo di trovare nuove aree di esplorazione, che porterebbero alla realizzazione di nuove riserve di idrocarburi. Ha sottolineato che le attività investigative saranno condotte secondo i più rigorosi standard ecologici e in comunicazione con le comunità locali. Recentemente, Ćorić ha incontrato i rappresentanti di Sebenico-Knin, Zara, Lika-Senj e Karlovac, assicurando che l'esplorazione programmata degli idrocarburi non danneggerà lo sviluppo del turismo. Il ministro ha affermato inoltre che le amministrazioni locali avranno un grande beneficio dall’opera di trivellazione ed estrazione e ha citato, come esempio, quello della Slavonia nel cui territorio le licenze esplorative sono state concesse nel 2016 e dalle quali ricava annualmente 2,3 milioni di tasse all’anno.


 

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