Arrivato il picco dell’influenza: un triestino su cento a letto

Dieci i casi complessi segnalati dall’AsuiTs. Vaccinazioni fra gli over 65 al 51,76%. In caso di necessità bisogna rivolgersi al medico curante. I consigli degli esperti

Il picco dell'influenza. Milioni di italiani a letto: come difendersi

TRIESTE Sono circa 2.200 i triestini a letto con l’influenza. Uno su cento in pratica. Il quadro emerge dal rapporto epidemiologico del ministero della Salute che prevede il picco proprio in questi giorni. Gli under 16 sono i soggetti più colpiti, mentre per gli over 65 - le persone tradizionalmente più a rischio - la situazione sembra sotto controllo, probabilmente grazie anche alla crescita delle vaccinazioni.

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Entrando nel dettaglio con i dati dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, al momento sono pervenute 10 segnalazioni di casi complessi dai reparti ospedalieri. Si tratta di pazienti con patologie croniche pregresse e nessuno di questi è ricoverato in terapia intensiva. Sin qui non si registrano decessi in città per influenza. Va detto che per avere una quadro definitivo dell’ondata bisognerà attendere 40 giorni.

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Lo scorso anno i casi gravi a livello nazionale erano stati 135 con 48 decessi, quest’anno al momento sono 192 con 39 morti. Il Friuli Venezia Giulia risulta tra le regioni con l’incidenza più bassa - dieci contagiati ogni mille persone - mentre le più colpite - con un’incidenza superiore ai 15 casi ogni mille abitanti - sono l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo, la Campania e la Calabria.

Per quanto riguarda l’epidemia in Friuli Venezia Giulia, dai 15 medici sentinella sono stati segnalati 189 casi su un totale di 17.784 assistiti, un’incidenza di 10,63 casi ogni mille abitanti. La maggior parte riguarda la fascia 0-4 anni con un tasso di 20,82 di incidenza, segue la fascia 15-64 con il 12,68, poi la 5-14 anni con 8,63 casi ogni mille abitanti, e infine gli over 65 con un tasso di 3,46 di incidenza.

Sul fronte delle vaccinazioni bisognerà ancora attendere per un quadro definitivo, al momento però il totale degli over 65 che si è sottoposto alla profilassi è pari al 51,76%, lo scorso anno si era arrivati al 47,6%. Andando a vedere i singoli distretti, in testa alla classifica c’è il quarto con il 53,7%, seguito dal secondo con il 53%, poi il terzo con il 50,8% e infine il primo distretto con una percentuale del 50,1% degli over 65.

Secondo i consigli del virologo Roberto Burioni, i sintomi che non devono preoccupare sono febbre, tosse, dolori muscolari, brividi, senso di spossatezza e malumore. Gli adulti devono invece allarmarsi quando la respirazione diventa affannosa o c’è un dolore al petto.

Il punto di riferimento deve rimanere il medico di medicina generale o il pediatra, ma in casi non gravi si può ricorrere al paracetamolo mentre è sconsigliata l’aspirina nei bambini e negli adolescenti. È importante bere molta acqua e stare a riposo, primo per evitare di contagiare altre persone e poi perché il virus influenzale indebolisce le difese dell’apparato respiratorio per cui è più facile contrarre infezioni.

La maggiore diffusione è del virus A con il 98% dei campioni, a prevalere è il sottotipo H1N1 con il 72% dei campioni analizzati, al 15% il virus A H3N2. Per quanto riguarda il virus B (1,3%), su dieci ceppi tre sono risultati appartenere al lineaggio Yamagata e quattro al lineaggio Victoria, mentre per altri tre non è stato definito il lineaggio. Il vaccino garantisce la copertura. —


 

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