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La giunta regionale apre all’Isontino sul nodo super provincia

Il faccia a faccia fra l’assessore alle Autonomie Roberti e sei sindaci a Monfalcone chiuso con l’impegno a non accelerare. «Serve ascolto, il percorso va condiviso»

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MONFALCONE La Regione rallenta sull’unificazione della Venezia Giulia, che da Gorizia arrivi a Trieste, passando per Monfalcone. Si è concluso con una decisa apertura all’ascolto dei territori e alla costruzione di un percorso condiviso l’incontro che ieri l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti ha avuto con sei sindaci, o loro delegati, rappresentativi di una realtà dalle molte specificità come quella isontina.

A ospitare il confronto proprio Monfalcone, a metà strada tra il capoluogo regionale e l’ex capoluogo di provincia, dove ieri in Consiglio comunale è stata votata la mozione trasversale in difesa dell’autonomia dell’Isontino. Se in aula a Gorizia si è registrata una piena convergenza tra maggioranza di centrodestra e minoranze (la mozione ha incassato il sì all’unanimità) nel contrastare l’assorbimento in una realtà ritenuta soverchiante come quella triestina, tra i sindaci pare invece non ci sia una levata di scudi così compatta. Di certo non pare farlo Monfalcone, che non ha mai nascosto negli anni di avere maggiori affinità, soprattutto di vocazione economica, con il capoluogo regionale e, con il sindaco leghista Anna Cisint, nemmeno di rivendicare una propria dignità rispetto anche a Gorizia, di cui spesso si è sentita una sorella molto minore.



Bocche comunque di fatto cucite ieri, alla fine del faccia a faccia con Roberti, da parte dei sindaci presenti ieri all’incontro, Cisint per Monfalcone, Dario Raugna per Grado, Roberto Felcaro per Cormons, Fabio Vizintin per Doberdò, Franca Padovan per San Floriano del Collio, oltre all’assessore Marilena Bernobich per Gorizia (avrebbe dovuto esserci anche Dolegna, assente per pregressi impegni dei suoi amministratori). «Abbiamo deciso di dare la parola all’assessore regionale, perché si tratta di un percorso condiviso», ha spiegato a nome dei colleghi la padrona di casa. «È stato un confronto franco e utile per entrambe le parti – ha detto l’assessore regionale –, perché la Regione ha potuto illustrare le ragioni che l’hanno spinta a formulare certe ipotesi di riordino e i Comuni far comprendere le loro specificità ed esigenze».



Per Roberti ieri si è iniziato, quindi, «un percorso importante» che a breve proseguirà con incontri che coinvolgeranno tutti i sindaci dell’Isontino. «Se oggi (ieri, ndr) ho voluto incontrarne una rappresentanza, è stato perché ritenevo che un primo confronto dovesse avere un approccio snello», ha aggiunto Roberti, sottolineando come gli amministratori convocati siano stati individuati perché rappresentativi di una realtà composita e sfaccettata come quella isontina e non per la loro appartenenza politica. Gorizia è una di queste facce, ma non l’unica, ha fatto comunque capire ieri l’assessore. «È un Comune che va ascoltato e nell’incontro era rappresentato – ha detto –, ma non ci sono realtà di serie A e realtà di serie B. Il compito della Regione è fornire risposte adeguate a tutti i sindaci e ai loro cittadini». Roberti non ha nascosto che nell’incontro, in cui «non si doveva decidere alcunché», le posizioni emerse non sono state di certo univoche. «Credo che per tutti ci sia comunque la consapevolezza che non si può praticare un ritorno al passato, ma si deve migliorare la situazione attuale e quella di prospettiva», ha concluso Roberti. Il sindaco di Monfalcone, più disponibile, pare, all’ipotesi di provincia unica con Trieste rispetto alla soluzione della città metropolitana, si è limitata a confermare che il percorso è stato appena avviato e «va condiviso». —


 

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