Morti sulle strade, appelli per la sicurezza da Trieste

Fiab: «Limite di 60 all’ora in Costiera». Forza Italia: «Più segnali davanti alla Stazione». L’assessore Lodi: «Interveniamo»

TRIESTE La morte del pedone falciato all’alba di venerdì in piazza della Libertà, mentre attraversava la strada. Quella del ciclista, travolto l’11 gennaio in Costiera da un furgone, avvenuta giovedì sera, dopo aver lottato per due settimane nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cattinara. È tornato prepotente e drammatico in città, ad alimentare polemiche di ogni tipo, il tema della sicurezza sulle strade.

C’è chi accusa chi si mette alla guida di scarsa attenzione nei confronti dei soggetti più deboli, appunto i pedoni e i ciclisti, chi invece richiama questi ultimi a rispettare le regole: Roberto Gabrielli, il pedone investito davanti alla Stazione, ha attraversato la strada lontano dalle strisce. Chi si appella al Comune «affinché faccia quanto è possibile per rendere più sicure le strade». Il risultato è che la preoccupazione cresce, in parallelo all’aumento del traffico, sempre più concitato e nervoso. L’amministrazione parla attraverso le parole dell’assessore per i Lavori pubblici, Elisa Lodi: «Stiamo già lavorando in piazza della Libertà – spiega – dove si prevede lo spostamento dei capolinea dei mezzi pubblici dal sito attuale al piazzale vicino alla Tripcovich, l’ampliamento del marciapiede all’uscita della Stazione ferroviaria, che si allungherà verso il centro della piazza. Ma l’intervento più efficace a difesa dei pedoni – sottolinea – riguarda la riqualificazione del sottopassaggio, la cui illuminazione sarà potenziata. Creeremo poi due passaggi pedonali di superficie – aggiunge Lodi –, uno unirà l’angolo fra via Pauliana e la Stazione centrale, tagliando viale Miramare, l’altro attraverserà via Flavio Gioia. All’uscita della Stazione poi – conclude – i pedoni non potranno raggiungere la carreggiata perché sistemeremo una serie ininterrotta di paletti».


Il consigliere comunale di Forza Italia, Bruno Marini, denuncia «la pigrizia di tanti pedoni, che preferiscono rischiare in superficie invece di usare il sottopassaggio» e chiede «cartelloni che ne indichino la presenza e un costante pattugliamento della Polizia locale». Luca Mastropasqua, presidente di Fiab Ulisse Trieste, associazione dei ciclisti, osserva che «gli automobilisti troppo spesso sono accecati dal mito della velocità, mentre le forze dell’ordine, non sempre per loro volontà, non presidiano le strade più pericolose e gli amministratori non creano le infrastrutture per garantire la sicurezza. Chiediamo un percorso ciclabile sicuro sulla Costiera, percorsa ogni anno da 30 mila ciclisti – continua –, attuando la riduzione del limite di velocità, portandolo a 60 km/h invece degli attuali 80, e sistemando una segnaletica di attenzione sulla presenza di ciclisti». Cresce intanto il cordoglio per la morte del pedone, Roberto Gabrielli, storico ottico di piazza dell’Unità d’Italia, da due anni in pensione («spesso devo fare l’informatore turistico – diceva con un sorriso – perché i visitatori sono tanti e mi piace aiutarli»). —


 

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