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Giustizia in Fvg, l'allarme del presidente della Corte d'appello di Trieste: «Tagli al personale e processi fermi. I Tribunali rischiano il collasso»

L’analisi di Oliviero Drigani. Manca un quarto dei funzionari necessari

TRIESTE. La macchina regionale della giustizia rischia di ingolfarsi. Sarà un anno difficile quello che la Corte d’appello di Trieste, competente per l’intero Fvg, si appresta ad affrontare: il 2018 ha chiuso con ben 2.183 procedimenti pendenti. Erano 1.832 nel 2017: l’aumento è del 19,16%. Sono sentenze di primo grado che attendono il secondo grado di giudizio: una montagna di pratiche ferme da anni negli armadi dei tribunali. Il motivo? «Manca personale, l’organico è all’osso», ha denunciato ieri il presidente Oliviero Drigani, presidente della Corte, in una conferenza stampa convocata assieme alla dirigente Michela Consoli e alla presidente dell’Ordine degli avvocati Mariapia Maier alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Ben 111 le caselle vacanti, circa il 25% del personale complessivo. Risultato? I procedimenti passano più tempo nelle cancellerie che nelle aule di tribunale. «I tempi della giustizia saranno inevitabilmente più lunghi», evidenzia Drigani. Più confortanti i dati sui processi civili.

I processi civili


Le cause pendenti nel civile, per i processi di primo grado, diminuiscono nei tribunali di Udine (da 2.969 a 2.560: -14%), Pordenone (da 2.799 a 2.390: -15%) e a Gorizia (da 1.223 a 1.043: -15%), segnando una contrazione dell’arretrato. Discorso diverso per gli uffici di Trieste (Tribunale e Corte d’Appello, competenti per le procedure di protezione internazionale per il Fvg) in cui si registra un rallentamento nel civilistico dovuto soprattutto all’impennata delle richieste di concessione dello status di rifugiato: +9% per il Tribunale (da 2.950 a 3.225), +23% (da 1.048 a 1.284). Il pendente, per i soli procedimenti di protezione, è salito del 40% in tribunale (da 964 a 1.344 domande) e del 56% (da 293 a 457) in appello. Un terzo del lavoro della Corte è rappresentato dai ricorsi dei richiedenti asilo: 456 su 1.285.



I PROCESSI PENALI

Schizzano a un preoccupante +19,16% i procedimenti pendenti nel penale in Corte d’Appello, che balzano dai 1.832 del 2017 ai 2.183 del 2018. «Non abbiamo lavorato di meno - rileva il presidente Drigani - il problema è che sono affluiti molti più procedimenti da Udine e Trieste. Erano giacenti nel primo grado». Faldoni bloccati nelle cancellerie talvolta anche per quattro anni semplicemente perché non c’è personale a sufficienza.

Le durate dei processi

Quando arrivano in appello i procedimenti durano in media 427 giorni (394 nel 2017, ma 706 sette anni fa), dunque in regola con le norme. «Il merito va alla copertura degli organici della magistratura», afferma Drigani.

GLI ORGANICI

Tra procure e tribunali, su tutto il distretto del Fvg, mancano 111 addetti, di cui 91 funzionari competenti a organizzare il lavoro delle cancellerie e a rilasciare provvedimenti giudiziari. «Il fatto è che ora dobbiamo far fronte agli arretrati - osserva Drigani - quindi i tempi della giustizia si allungheranno».

I PATROCINI GRATUITI

Nel 2018 è stato evidenziato un aumento delle richieste di ammissione al patrocinio gratuito dello Stato: in tutto 2.500, di cui circa 1.600 da parte di richiedenti asilo. Un dato, questo, su cui si è soffermata la presidente dell’Ordine degli avvocati di Trieste, Mariapia Maier.«Un aumento esponenziale che risponde alla crisi economica generalizzata».

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