Reddito di cittadinanza e Navigator, Rosolen “bacchetta” il governo

I dubbi dell’assessore al Lavoro: «Nessuna comunicazione su selezioni, competenze e numeri»

TRIESTE Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro del Friuli Venezia Giulia, ne vorrebbe sapere di più. Ma, come i colleghi ieri a Roma in commissione nona della Conferenza delle Regioni, mostra sin d’ora più di una perplessità. Non solo sui cosiddetti Navigator, i professionisti cui il governo intende affidare il compito di condurre il beneficiario del reddito di cittadinanza verso un nuovo impiego, ma più in generale su una misura che, «almeno nella prima fase, non si concentra per nulla sul tema dell’avviamento al lavoro».

I Navigator non convincono non solo Rosolen, ma un po’ tutte le Regioni, che considerano non accettabile la previsione di contrattualizzazione da parte di Anpal Servizi con destinazione i Centri per l’impiego, ma con costi successivamente a carico delle amministrazioni locali. Non è questione di concorrenza con i lavoratori dei Cpi, spiega Rosolen. Il nodo, emerso ieri in Conferenza, riguarda appunto la stabilizzazione delle nuove figure, a spese delle Regioni dopo i primi due anni di collaborazione pagati dal governo. I Navigator, nello schema disegnato a Roma e illustrato agli assessori regionali, percepiranno per un biennio 30 mila euro lordi annui (tra i 1.700 e i 1.800 netti al mese, esclusa la contribuzione).

Quanto all’iter, tra qualche giorno sarà pubblicata una call sul sito di Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, con un avviso di 15 giorni per le domande. Quindi seguirà una selezione per titoli e colloqui, fermo restando che servirà garantire una laurea magistrale in economia, giurisprudenza, sociologia, scienze politiche, psicologia o scienze della formazione. L’obiettivo è di individuare 6 mila persone, una ogni dieci domande (l’esecutivo ne attende 50-60 mila). Di fatto un piano di potenziamento dei Cpi con l’obiettivo di far decollare senza intoppi il reddito di cittadinanza, la partita madre del Movimento 5 Stelle al governo del Paese.

Stando alle informazioni di Domenico Parisi, presidente in pectore di Anpal, davanti alla commissione Lavoro della Camera, i Navigator saranno a disposizione tra maggio e giugno. Pronti per un periodo di formazione di 6-8 mesi. Tempi non brevi che fanno sospettare a Rosolen che inizialmente la misura non sarà vincolata all’occupazione. «Lo abbiamo chiesto lunedì al ministro Di Maio – ricorda l’assessore –, così come abbiamo sollevato la questione delle differenze di trattamento per le fasce svantaggiate che non potranno entrare nel mondo del lavoro. Il governo, per adesso, non risponde». I Navigator? «La Regione potrebbe avere una posizione se solo ci fossero comunicazioni più precise – commenta ancora l’assessore –. Al contrario, al momento, non sappiamo come questi professionisti verranno selezionati, quali saranno le loro competenze, che cosa concretamente faranno nei Cpi e soprattutto quanti ne verranno assegnati in Fvg. Manca il riparto e dunque non siamo in grado di giudicare l’iniziativa».

Di certo manca anche l’accordo con la Conferenza Stato-Regioni, che dovrà necessariamente dare il via libera perché l’operazione abbia corso. In commissione nona, ieri, non ci sono stati applausi. La referente degli assessori al Lavoro, la toscana Cristina Grieco, ha manifestato forti perplessità che, subito, si tradurranno in una nota politica da inviare al vicepremier per una richiesta urgente di incontro. Verrà inoltre trasmessa una istanza al capo della segreteria tecnica del ministro di avvio immediato del confronto tecnico sul provvedimento. —


 

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