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Comuni “minori” in rivolta contro Trieste: «Mai periferie della Città metropolitana»

Lettera dei sindaci di Muggia, Duino Aurisina, San Dorligo, Sgonico e Monrupino preoccupati dalla riforma degli enti locali

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Daniela Pallotta, sindaco di Duino, insieme al suo assessore Massimo Romita davanti al palazzo della Regione 

TRIESTE. «Non vogliamo che i nostri comuni divengano mere “periferie” della città di Trieste o di qualsiasi altro ente sovracomunale». Laura Marzi, Daniela Pallotta, Sandy Klun, Monica Hrovatin e Marko Pisani esprimono in una lunga lettera congiunta la loro preoccupazione per il riordino degli enti locali Fvg e sulla possibile creazione della Città metropolitana di Trieste. I sindaci di Muggia, Duino Aurisina, San Dorligo della Valle, Sgonico e Monrupino stanno monitorando con attenzione e apprensione il disegno di riforma della giunta Fedriga in tema di autonomie locali, ancor più dopo le parole dell’assessore Pierpaolo Roberti che ha ipotizzato la creazione di tre Province e per l’area della ex provincia di Trieste la costituzione della Città metropolitana di Trieste.



«Quali sindaci dei comuni cosiddetti “minori” appartenenti all’Uti Giuliana esprimiamo forte preoccupazione per un processo di riorganizzazione così significativo per i nostri territori e per i cittadini che rappresentiamo e che ad oggi non ci ha ancora visto coinvolti neanche in via meramente consultiva. Poiché è stata più volte preannunciata da questa nuova amministrazione regionale la volontà di coinvolgere ed ascoltare i comuni per non “calare” le scelte dall’alto, confidiamo che nell’incontro preannunciatoci dall’assessore Roberti, l’amministrazione regionale chiarisca quali sono le sue idee in merito ai nostri territori e che modello di città o area metropolitana intenderebbe realizzare», spiega il documento sottoscritto dai cinque sindaci. Indipendentemente dalla soluzione che sarà adottata (Nuova provincia o Città metropolitana), hanno intenzione di chiedere all’unisono ampie garanzie sul rispetto delle prerogative e delle autonomie degli enti che rappresentano e del ruolo degli organi eletti dalla cittadinanza.

«Può andare bene la creazione di un ente che sostituisca l’Uti e che riprenda quelle che erano le funzioni provinciali e che assuma anche alcuni dei compiti della Regione, ma tutto ciò nel massimo rispetto delle sfere di competenza dei Comuni e delle loro capacità decisionali», puntualizzano Marzi, Pallotta, Klun, Hrovatin e Pisani. I sindaci ritengono poi fondamentale venga da subito garantito che l’assegnazione di alcuni dei compiti dei Comuni a questo nuovo ente possa avvenire «solo su espressa volontà dei singoli Comuni» e non per legge.

La lettera abbraccia l’idea di continuare la collaborazione, ma senza perdere la propria identità: «Vogliamo unire i nostri sforzi e le nostre forze per migliorare i servizi ai cittadini e promuovere assieme il nostro territorio, ma non vogliamo che i nostri comuni divengano mere “periferie” della città di Trieste o di qualsiasi altro ente sovracomunale. Non ci limiteremo a vigilare su quanto sta accadendo ma vogliamo essere parte attiva e protagonisti del processo di riorganizzazione dei nostri comuni e dei nostri territori. Pur nella comune volontà di collaborare siamo consapevoli delle “diversità” e delle particolarità di ognuna delle comunità che abbiamo l’onore di rappresentare e vogliamo essere garanti della tutela e della valorizzazione delle nostre rispettive “diversità”».

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