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Il centrodestra triestino fa dietrofront e "blinda" Polidori

Stop di azzurri e Lista Dipiazza alla mozione urgente firmata dal Pd per chiedere le dimissioni del vicesindaco. «Il caso è chiuso». Martini: «Sono ostaggio della Lega»

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TRIESTE. Il centrodestra fa dietrofront e si ricompatta attorno a Paolo Polidori. È la linea emersa nella riunione dei capigruppo di ieri: l’opposizione, unita, ha presentato una mozione urgente per chiedere la testa di vicesindaco; le forze di maggioranza hanno rifiutato l’urgenza della mozione, rimandando così la discussione a data da definirsi, e difeso il diritto del vicesindaco di rimanere al suo posto. E questo nonostante le critiche al vetriolo avanzate nei scorsi giorni da Forza Italia, Lista Dipiazza e Fratelli d’Italia. Per il centrosinistra l’interpretazione è chiara: «Sono tutti ostaggio della Lega».



Il testo, nello specifico, chiede al sindaco Roberto Dipiazza di «revocare la delega di funzione precedentemente attribuita al vicesindaco e attinente le materie relative a Sicurezza, Polizia locale e Protezione civile, riassumendola alla propria diretta competenza». L'hanno firmato i rappresentanti di tutte le forze di opposizione: Fabiana Martini e Laura Famulari (Pd), Maria Teresa Bassa Poropat (Insieme per Trieste), Elena Danielis (M5s), Sabrina Morena (Sel) e Roberto De Gioia (Psi). I capigruppo di maggioranza, come anticipato, hanno però posto il veto sul conferimento del carattere di urgenza alla mozione. Per Martini «quanto successo dimostra che sono tutti ostaggio della Lega: prima di questo momento non erano uniti; ricordiamo la manifestazione di Forza Italia e le parole del presidente del Consiglio comunale Marco Gabrielli, contro Polidori. Di fronte alla richiesta di un atto formale, si ricompattano perché sanno che, in caso contrario, sarebbero tutti a rischio». Secondo la penstastellata Danielis «quello del vicesindaco è un gesto di cattiveria ingiustificabile, come se non bastasse legittimata attraverso la propaganda social. Ci saremmo aspettati che una parte della maggioranza di fronte a questo si sarebbe allineata con noi. Invece il voto è finito 5 a 5: si finirà a discutere in primavera, quando non avrà più senso». Così Poropat: «Il vicesindaco rappresenta la città intera: non si può fingere che nulla sia accaduto». Idem Morena: «Il sindaco può farsi rappresentare da un vice del genere?».



Il centrodestra, dal canto suo, fa quadrato. «Un conto è non condividere come è ovvio il gesto, un altro chiedere le dimissioni del vicesindaco - afferma il forzista Alberto Polacco -. Il sindaco ha già risposto garantendo così il proseguimento dell’attività istituzionale». Per Vincenzo Rescigno (Lista Dipiazza) «il sindaco sa già cosa deve fare. Non vedo la necessità delle dimissioni, anche se Polidori ha sbagliato». Per Salvatore Porro (Fratelli d’Italia) «l’opposizione ha fatto il suo mestiere, noi il nostro». La maggioranza è pertanto unita? «Sì, nel respingere la mozione del centrosinistra». Dalla Lega arriva addirittura un affondo verso il centrosinistra: «In aula discuteremo il tema della legalità, in tutte le sue implicazioni - afferma Everest Bertoli -: compresa la vicenda del sindaco di Riace».

E il vicesindaco? Non si scusa. Al telefono non ha voluto rilasciare dichiarazioni sull’affaire clochard. Ha invece fatto sapere di aver rimosso dal proprio profilo Facebook il post che riproduceva uno scatto di Massimo Sestini (di cui pubblichiamo un intervento a fianco), e cioè il fotografo che ha diffidato Polidori per violazione della legge sul diritto d’autore: ieri Repubblica ha ripreso la notizia, accendo di nuovo i riflettori su Trieste. 
 

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