Rotta balcanica e migranti: flussi triplicati nel 2018

La Polizia di frontiera, assieme alle altre forze dell'ordine e i militari, ha rintracciato 1.494 profughi irregolari

TRIESTE Nel 2018 è più che triplicato il numero di migranti irregolari rintracciati e arrestati dalla Polizia di frontiera di Trieste provenienti dalla rotta balcanica.

Hanno cercato di passare il confine illegalmente soprattutto cittadini pakistani e afghani e, in numero minore, algerini, bengalesi, iraniani, iracheni, indiani, marocchini, siriani e turchi. Il dato emerge dal bilancio dell’attività dell’anno scorso tracciato dalla Polizia di frontiera diretta da Antonio Grande e coordinata da Paolo Gropuzzo, direttore per il Triveneto.

Sono stati 1.494 i migranti irregolari individuati, dei quali cui 300 riammessi in Slovenia, 95 arrestati dei quali 29 per favoreggiamento dell’immigrazione illegale (il numero è raddoppiato) e 1.778 indagati in stato di libertà. In totale, con oltre 3.970 pattuglie impiegate, sono state identificate 55.276 persone e controllati 17.604 veicoli.

In particolare, dallo scorso maggio, con un picco tra luglio e ottobre, la fascia di confine della provincia di Trieste è stata interessata da un continuo flusso di migranti irregolari che hanno raggiunto l’Italia attraverso la cosiddetta "rotta balcanica".

Dagli inizi dello scorso aprile, su disposizione del questore Isabella Fusiello, le 1.460 pattuglie hanno svolto attività congiunte anche con la presenza di altre forze dell’ordine e del Reggimento Piemonte Cavalleria. Da segnalare, in particolare, la recente Operazione ’Barcolà diretta dal procuratore capo Carlo Mastelloni, che ha stroncato un sodalizio criminale che favoriva l’immigrazione clandestina di cittadini pakistani verso l’Italia attraverso la rotta balcanica.

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