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Tram di Opicina, via ai bandi per le rotaie e le traverse

Varate le gare per un totale di oltre 400 mila euro. Termine ultimo a metà febbraio. La durata dell’appalto è di cinque mesi. Dubbi sul via ai lavori in primavera

Giovanni Tomasin
2 minuti di lettura

Trieste, il tram di Opicina fermo a tempo indeterminato

TRIESTE Il tram di Opicina è più prossimo alla ripartenza, eppure pare difficile che il nuovo via possa avvenire in primavera. Il Comune ha infatti pubblicato i bandi per l’appalto delle forniture dei binari e delle traverse per il rifacimento della linea: si tratta del primo atto concreto dell’amministrazione per la ripartenza della linea, ma lascia supporre che il termine dei lavori si collochi in autunno, nel migliore dei casi.

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I binari

Il bando riguardante i binari è quello di minore importo: 133 mila 918 euro come valore base di gara. La data ultima per la presentazione delle offerte è il prossimo 13 febbraio alle 12.30. Le buste verranno aperte il giorno successivo, a San Valentino. In cosa consiste l’appalto? Si legge nella documentazione relativa: «L’appalto comprende tutto quanto necessario per dare la fornitura completamente compiuta, secondo le condizioni stabilite dal presente contratto, dalla “Lista delle forniture” e dal “Capitolato Tecnico forniture rotaie” e sulla scorta delle caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative in esso previste, che l’appaltatore dichiara espressamente di conoscere e di accettare integralmente e che qui si intendono integralmente riportate e trascritte con rinuncia a qualsiasi contraria eccezione». La durata dell’appalto è di 90 giorni.

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Le traverse

L’altro bando, quello riguardante le traverse, è più corposo: 270 mila 674 euro. Sommato all’importo previsto per i binari fanno oltre 400 mila euro. La data ultima per la presentazione delle offerte è l’11 febbraio. Anche in questo caso le buste verranno aperte il giorno seguente, per quanto la data sia meno suggestiva. Anche per questo bando, nello schema di contratto si legge che «saranno a totale carico dell’appaltatore tutti gli oneri derivanti da carichi, scarichi, trasporti, accatastamenti nel sito di consegna, nonché eventuali assicurazioni dei trasporti». Si legge anche: «Trattandosi di mera fornitura senza posa in opera, non vi sono attività aziendali del proprietario dell’area che vanno ad interferire con la fornitura stessa». La durata dell’appalto è di 150 giorni.

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I tempi di realizzazione

Gli ultimi due passaggi citati, la «mera fornitura senza posa in opera» e la durata degli appalti, pongono in dubbio la ripartenza del tram in primavera auspicata dal Comune stesso. Dopo i cinque mesi per le traverse bisognerà infatti montarle, con relativa gara, appalto, possibilità di ricorso, cantiere. Stesso discorso per i binari, per quanto l’attesa sia ridotta a soli tre mesi.

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Ovviamente il Comune potrebbe chiedere e ottenere una consegna più rapida delle componenti della strada ferrata, così come avviare rapidamente i lavori per la loro installazione. In ogni caso pare improbabile che il tutto possa essere fatto in tempo per lo sboccio dei primi fiori.

Le tappe della vicenda

Nel frattempo potrebbero anche scoccare i tre anni da quel 16 agosto 2016 in cui, all’altezza di Conconello, le vetture 404 e 405 si schiantarono frontalmente. Nove feriti e un sacco di danni, senza contare un codazzo giudiziario ancora in pieno corso per stabilire le responsabilità del bizzarro sinistro. D’altronde si sa, il tram xe nato disgrazià.

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E tra le disgrazie che porta la simpatica vettura bianco-blu, almeno stando a sentire l’amministrazione, ci sono anche le lungaggini burocratiche. L’incidente, qualunque siano le sue ragioni, ha infatti dato all’organo competente del Ministero dei trasporti un’ottima occasione per sospendere la linea ed esigere una sua rimessa a norma definitiva.

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Operativo dai tempi dell’impero austrungarico, il tram è stato rimaneggiato innumerevoli volte nel corso del tempo, complice anche la sequela continua di incidenti che l’hanno interessato. Di fatto, però, la linea non è mai stata ammodernata in modo significativo e ha mantenuto ampia parte del suo antico impianto.

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L’Ustif, l’ufficio con sede a Venezia deputato a occuparsi della materia, ha imposto al Comune una serie di interventi vincolanti per ottenere il nuovo via libera alla linea. Quelle indicazioni, si sa, hanno suscitato la riprovazione del sindaco Roberto Dipiazza, che proprio per le sue affermazioni incendiarie nei confronti dell’ente sta anche affrontando una querela da parte dei suoi dirigenti. Sia come sia, rotaie e traverse sono in arrivo. —


 

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