Unicredit, sì all’accordo ma a Trieste e Gorizia organico “dimenticato”

Siglata l’intesa nazionale tra la banca e i sindacati. Resta però l’insoddisfazione per le poche assunzioni

TRIESTE Accordo firmato a livello nazionale, ma rimane l’insoddisfazione dei sindacati per quanto concerne le aree di Trieste e Gorizia. È questa la situazione che si è venuta a creare in Unicredit, dopo la firma dell’intesa fra la direzione dell’istituto e i rappresentanti dei lavoratori avvenuta venerdì, in tarda mattinata, nella sede di confronto di Milano.

«Se da un lato, come segreterie nazionali di coordinamento, vi è soddisfazione per i risultati globali raggiunti – ha spiegato Flavio Varesano, delegato nazionale dell’Unisin – perché è stato messo nero su bianco che ci saranno importanti introduzioni di nuove normative su pressioni e politiche commerciali, formazione e organizzazione del lavoro, dall’altro rimane l’amaro in bocca a Trieste e Gorizia per la questione organici.

Nella regione del Nord Est della banca – ha precisato – che comprende Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige, sono previste soltanto una decina di assunzioni a tempo determinato, per la durata di 5 mesi, delle 110 previste in tutto il territorio nazionale. E forse succederà lo stesso – ha proseguito Varesano – anche per quanto concerne le annunciate 420 assunzioni a tempo indeterminato che saranno anticipate, rispetto ai tempi previsti dal piano industriale della banca. In quest’ultimo caso – ha specificato l’esponente sindacale – si tratta di sostituzione di personale che andrà in quiescenza nell’arco dei prossimi anni e che Unicredit intende sostituire. Ma i posti di lavoro compresi in questo capitolo sono relativi ai call center e ad altre operatività interne, non certo gli sportelli.

Trieste e Gorizia – ha continuato Varesano – saranno con ogni probabilità tagliate fuori anche in questo contesto, perché a Milano i rappresentanti dell’Unicredit hanno più volte ribadito, durante la trattativa, di ritenere gli organici della piazza di Trieste “più che sufficienti alla bisogna”. Intanto a Trieste i colleghi sono e saranno costretti a fare i salti mortali per garantire alla clientela un servizio per lo meno dignitoso».


Preoccupata Angela Iurman, della Fabi: «Chi deve valutare i riflessi dell’accordo sottoscritto a Milano su Trieste e Gorizia sono i lavoratori, cioè i nostri colleghi, con i quali affrontiamo ogni giorno le difficoltà note a tutti. Perciò, assieme ai rappresentanti delle sigle confederali, stiamo pensando di convocare un’assemblea a Trieste, per approfondire la situazione che si prospetta per le nostra piazza, ora che è stato sottoscritto l’accordo. Prima di arrivare a conclusioni di qualsiasi tipo – ha proseguito Iurman – vogliamo dare vita a un confronto, nella consapevolezza che, se i lavoratori dovessero darcene specifico mandato, si potrebbero allestire manifestazioni di protesta su scala locale».



E intanto dalla Direzione dell’Unicredit, contattata per avere una valutazione dell’accordo, la risposta è quella consueta: “No comment. Esiste un accordo – è stato spiegato – il che significa che quella è la posizione della banca». –


 

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