Made in Gorizia la fibra Electric dream. Il futuro delle auto è nelle mani di Miko

Il nuovo “tessuto non tessuto” prodotto nella fabbrica di Sant’Andrea interessa già 80 modelli di veicoli di tutte le marche

Da Miko di Gorizia gli interni della nuova Classe A

GORIZIA Il futuro è già a Gorizia. A portarcelo è la Miko, con la nuova collezione della microfibra Dinamica. L’azienda di Sant’Andrea e il designer Matteo Cibic si sono incontrati per realizzare una linea del tessuto pensata per il nuovo mercato dell’automobile, quello senza guidatore. La collezione, ispirata dagli elementi tipici dei pannelli solari, dai circuiti elettrici e dai cavi di corrente, è stata significativamente battezzata Electric dream. E il sogno è quello della macchina touch. Il concetto è che i veicoli del futuro non avranno più tasti o pulsanti da schiacciare: come gli smartphone, saranno, appunto, touch. Ma il tocco non riguarderà solo gli schermi, riguarderà tutti gli elementi interni coperti dal “tessuto non tessuto” Dinamica.



«L’assunto di fondo - spiega Benedetta Terraneo, marketing manager di Miko - è che il mondo delle automobili si sta muovendo: presto saremo tutti passeggeri e, a quel punto, anche l’ex guidatore dovrà occupare il suo tempo in qualche modo; lo farà interagendo con l’automobile, non soltanto con gli altri passeggeri».

Da questa premessa, l’azienda goriziana è andata oltre al proprio core business e insieme a Matteo Cibic - designer italiano che negli ultimi 15 anni ha sviluppato con il suo team prodotti e idee creative per aziende internazionali, privati e istituzioni culturali -, ha pensato Electric Dream, una collezione di colori, ma anche di tecnologie e strumenti musicali che producono e modulano il suono in base alla loro posizione nello spazio. Questi strumenti dalle forme bizzarre e curiose ricoperti dalla microfibra made in Gorizia sono stati progettati per essere utilizzati nelle automobili. Ognuno ha proprietà uniche di acustica e modulazione. Usando giroscopi, sensori di prossimità e inchiostri magnetici, il passeggero-musicista stabilisce una relazione con gli strumenti, così il suono viene riprodotto dagli altoparlanti dell’auto.



«La scelta di una collezione che utilizza la musica e strumenti musicali è stata guidata dal desiderio di connettere le persone ai loro veicoli usando i loro sensi e le loro capacità artistiche», dice il designer, aggiungendo: «E se nel futuro le macchine saranno abbastanza intelligenti, magari potranno anche servire del cibo sano ai loro passeggeri».

«L’idea - sottolineano in modo un po’ meno utopico da Miko - è quella di mostrare un modo di interazione e divertimento tra le persone e le proprie auto andando oltre l’esperienza della semplice guida». Insomma, un po’ come mostrato nel video di presentazione, sarà un po’ come entrare fisicamente in un film di fantascienza diretto da Luc Besson o in un classico come “Blade Runner”. «Il concept non è nemmeno così tanto “futuro” come si potrebbe pensare», precisa in ogni caso Benedetta Terraneo, ricordando appunto che le case automobilistiche stanno già cominciando ad eliminare i tasti per sostituirli con le nuove tecnologie.



Lo spirito della collezione, per quanto appaia decisamente fuori dagli schemi tradizionali dell’azienda goriziana, è senza dubbio innovativo e la linea è già stata sottoposta ai centri design dei marchi. Il roadshow è partito a fine ottobre e sta girando il mondo.

Al momento sono quasi 80 i modelli di auto in produzione, principalmente con case automobilistiche europee, che vestono la microfibra goriziana Dinamica. E per i prossimi due anni, grazie ad un notevole incremento di lavoro con il Gruppo Volkswagen, è previsto un continuo aumento dei progetti . —


 

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