Frattura “da paghetta” nella Lista Dipiazza. E Fdi attacca Gabrielli

Il capogruppo della civica Rescigno si dissocia dal presidente dell’aula: «Stiamo con il sindaco». Il patriota Porro si accoda

TRIESTE Gettone o paghetta? La questione, che approderà domani nell’aula del Consiglio comunale sotto forma di delibera, spacca la Lista Dipiazza e suddivide la maggioranza e il centrodestra. «Una guerra tra poveri» la definisce con “nonchalance” il militare a riposo Vincenzo Rescigno che da capogruppo della lista che porta il nome del sindaco (che è favore all’indennità fissa) prende le distanze dal chirurgo presidente del Consiglio Marco Gabrielli (pure esponente della Lista Dipiazza) che si è dichiarato obiettore di coscienza sulla materia “paghetta” («Personalmente non voterò a favore di una delibera che mi aumenta di circa 5 mila euro lordi l’anno lo “stipendio” che ricevo dal Comune di Trieste»).

Non vale davvero la pena di stracciarsi le vesti per l’indennità da 1.200 euro lordi mensili (al posto del cumulo di gettoni) che porterà il Comune a sostenere un costo ulteriore di 127 mila euro all’anno (stime degli uffici tecnici comunali). «La Lista Dipiazza – prende posizione Rescigno – si dissocia dalle dichiarazioni di Gabrielli. Strano, adesso che vogliamo eliminare il “gettonificio” (cioè, più convocazioni di commissioni uguale più gettoni) c’è chi vota contro “l’indennità fissa” che elimina il problema del gettone, guarda caso proprio quelli che ci vanno a rimettere qualcosa, chi un po’ di potere, chi un po’ di soldi. Mi ritengo un rigoroso e voterò per l’indennità fissa come farà il nostro sindaco».


E così il presidente del Consiglio comunale, che non accetta consigli e che per primo aveva sollevato il problema dell’abuso di commissioni, voterà contro assieme all’opposizione. Al di là dei soldi è una questione di potere. «Finalmente togliamo il potere a Gabrielli. Noi presidenti di commissione vogliamo lavorare. Non ne potevamo più di dover attendere la sua autorizzazione», attacca il consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta commissione Salvatore Porro. Troppo dinieghi dalla presidenza del Consiglio comunale. «Noi vogliamo fare i sopralluoghi e Gabrielli ci blocca. Ogni volta che devo fare un sopralluogo devo litigare con lui. Non se ne poteva più. Noi vogliamo lavorare». —


 

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