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La Fondazione Carigo “sente” la crisi, gli stanziamenti scenderanno a 2,8 milioni

Demartin: «Calo sensibile ma scelta obbligata vista la situazione delle borse». Dodici mesi fa le poste superarono i 3 milioni 

GORIZIA Anche il salvadanaio dell’Isontino, la Fondazione Carigo, “sente” la crisi e non è immune dagli effetti della crisi delle borse. Tant’è che sono state ridotte a 2,8 milioni di euro le risorse che nel 2019 l’ente metterà a disposizione del territorio. «In un momento storico di particolare incertezza geopolitica, con fattori di rischio in aumento e in una fase di decelerazione della crescita economica mondiale più accentuata rispetto alle previsioni - spiega il presidente Roberta Demartin - la Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia ha ritenuto di limitare prudenzialmente e, comunque, in maniera sensibile il livello erogativo rispetto ai 3 milioni dell’anno scorso, con il duplice obiettivo di garantire la conservazione del patrimonio e allo stesso tempo un livello erogativo stabile, a sostegno dello sviluppo del territorio, e pur mantenendo accantonamenti ai fondi per l’attività istituzionale superiori al target medio di 3 milioni di euro».

I 2,8 milioni sono inseriti nel Documento programmatico previsionale 2019 predisposto dal consiglio di amministrazione e approvato dal consiglio di indirizzo nell’ultima seduta. Il bilancio individua gli obiettivi e gli strumenti con i quali la Fondazione, in linea con le altre Fondazioni italiane di origine bancaria, espliciterà la sua funzione sul territorio, con lo scopo di dispiegare pienamente la propria forza quale «agente di sviluppo e di innovazione sociale» e di «catalizzatore di risorse orientato alla creazione di reti». «Abbiamo cercato di limitare l’impatto al massimo, proprio per non penalizzare attività e associazioni», aggiunge Demartin.


Nel perseguire in primis il benessere della persona e la coesione sociale, i punti di riferimento per l’azione della Fondazione saranno anche per il 2019, come già per il 2018, gli obiettivi di sviluppo sostenibile individuati dall’Onu, che disegnano un modello di sviluppo «includente, accorto e di lungo periodo», basato sulla consapevolezza dell’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo delle società contemporanee. Tra questi, gli obiettivi della salute e del benessere, dell’istruzione di qualità, dell’uguaglianza di genere, della crescita economica accompagnata al lavoro dignitoso, della sostenibilità di città e comunità, del consumo e della produzione responsabili, della pace, della giustizia, del rafforzamento delle partnership per raggiungere tali obiettivi.

Molte le innovazioni introdotte nel documento, tra cui nuove modalità di intervento, a parziale sostituzione e integrazione degli strumenti già in uso. Nel 2019 la Fondazione opererà dunque attraverso bandi, con l’obiettivo di stimolare le progettualità verso temi predefiniti, coerenti con gli obiettivi individuati dalla Fondazione: saranno sessioni erogative generali di importo massimo pari a 5.000 euro, interventi a sostegno dell’attività istituzionale di soggetti pubblici e di iniziative di altri soggetti disciplinati da protocolli o convenzioni, programmi e progetti propri. —


 

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