Friuli, cento milioni per riparare le strade

Quantificati i danni subiti. Riccardi: ora via alla fase due Volontari di Protezione civile: niente Festa, soldi ai Comuni

TRIESTE. A dare la stima complessiva dei danni subiti con la recente ondata di maltempo in Friuli era stato il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga: 615 milioni di euro. Da Riccardo Riccardi arrivano ora i numeri puntuali: 614 milioni 760 mila euro, dice il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, spalmati in una tabella con 26 voci frutto delle informazioni trasmesse da attività economiche e Comuni. La più rilevante è quella delle infrastrutture di prevenzione, le opere di difesa da rischi idrogeologici e idraulici: 323 milioni. E poi ci sono i 98 milioni e mezzo per le strade devastate dall’acqua, i 55 milioni per il patrimonio forestale, i 25 per la sistemazione idraulica e forestale. In 20 milioni è stimato il danno ai beni pubblici (dalle scuole agli ospedali), in 16 quello sulle reti elettriche. Danni per oltre 15,5 milioni sui beni privati, industria e commercio ne hanno subiti per quasi 10. Si scende poi agli 8,7 milioni su infrastrutture idriche, oltre 2,6 per le attività agricole fino ai 216 mila euro di danni sulle piste da sci e ai 300 mila subiti per frane e corsi d’acqua nella sola Sappada. Tutti numeri stimati anche per poter richiedere l’accesso ai fondi europei.. Da qui si parte: ci sono i 6,5 milioni stanziati come anticipo da Roma, i 10 già deliberati dalla giunta Fedriga e gli 870 mila euro del Consiglio regionale. «Cercheremo di capire prima possibile - dice Riccardi - quanto possiamo stanziare direttamente e l’entità dei finanziamenti da Roma» mentre si avvia la fase 2, quella dell’organizzazione che dovrà operare «su 4 linee principali: viabilità, patrimonio boschivo, impianti di risalita e opere di difesa», con attenzione «a tutte le reti che distribuscono energia elettrica e acqua». E «andrà predisposta la macchina organizzativa» per autorizzazioni, affidamenti e profili normativi. Oggi Fedriga invierà a tutte le realtà interessate la richiesta ufficiale di quantificazione definitiva dei danni, per poter stabilire come usare l’anticipo dei fondi da Roma.

E mentre Riccardi sottolinea la «lunghissima» catena di solidarietà - da ultimo i 13 mila euro per la Carnia raccolti alla partita di basket vinta dall’Alma Trieste su Cantù - un gruppo di coordinatori comunali dice no alla Festa del volontariato di Protezione civile in programma sabato alla Fiera di Gorizia. Motivo: si spende una cifra ingente che il gruppo chiede sia dirottata a favore dei Comuni colpiti. La Festa sarà in grande stile - è la 20.a edizione - e la Regione ha puntualmente deciso di sostenerla con un finanziamento totale di 55 mila euro. Ma nel gruppo WhatsApp dei coordinatori comunali della Regione (ne fanno parte 111 su 124) è emersa da parte di più di qualcuno negli ultimi giorni la volontà di proporre l’annullamento.


A oggi - ma è prevedibile che altri si accodino - hanno inviato una lettera in tal senso 17 coordinatori che rappresentano 18 comuni: a firmare i volontari di Grado, Fiumicello e Villa Vicentina, Turriaco, Sutrio, Travesio, San Vito di Fagagna, Claut, Moruzzo, Premariacco, Prepotto, S. Giovanni al Natisone, Tolmezzo, Codroipo, Arta Terme, Forni Avoltri, Sacile e Manzano. La richiesta alla Regione contiene pure l’idea di ripensare al futuro. «Secondo noi – scrivono i 17 coordinatori dei volontari – questo è il vero senso del volontariato: sarebbe un esempio da riproporre ogni anno sostenendo le tante e purtroppo sempre più varie emergenze che passano dal maltempo al sociale e anche all’istruzione». —

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