"Grande Tagliamento", opere pubbliche e appalti truccati: a Nordest bufera giudiziaria da un miliardo di euro

Un'immagine della conferenza stampa di questa mattina in cui sono stati resi i dettagli delle indagini alla stampa (foto Bumbaca)

Perquisizioni e sequestri di atti e documenti di 120 società e 220 soggetti in 14 regioni disposti dalla Procura di Gorizia per turbativa d'asta e utilizzo di materiali difformi. C'è anche l'ipotesi di concussione. Tra gli enti e i maxi cantieri sotto indagine in regione: Commissario per la Terza corsia A4, Autovie Venete, Fvg strade, Autostrade per l'Italia, Aeroporto Fvg per Trieste Airport, gli aeroporti di Treviso, Venezia, Verona e Bologna e società collegate, Regione Fvg, Autorità portuale di Trieste, Consorzio per lo sviluppo economico del monfalconese e una miriade di altri enti territoriali

TRIESTE Sono 400 i finanzieri del Comando Fvg impegnati dall'alba di oggi nel Triveneto e in tutta Italia in acquisizioni documentali, perquisizioni e sequestri disposti dalla Procura di Gorizia in enti pubblici, società e abitazioni di soggetti sottoposti ad indagini per l'inchiesta "Grande Tagliamento" su appalti di opere pubbliche per un valore di oltre un miliardo di euro.

L'INCHIESTA DELLA GDF E DELLA PROCURA DI GORIZIA

L'inchiesta ipotizza turbative d'asta tra le imprese coinvolte per effetto di pratiche collusive, ma anche frodi nella realizzazione e manutenzione di opere pubbliche, con lavorazioni eseguite utilizzando talvolta materiali non certificati, difformi da quelli dichiarati e in quantitativi inferiori rispetto a quelli richiesti e fatturati, con conseguenti gravi violazioni anche di natura ambientale, il tutto con il comportamento a volte omissivo di coloro che avrebbero dovuto esercitare funzioni di controllo.

Le procedure di affidamento oggetto delle indagini riguardano la manutenzione e la costruzione di strade, autostrade, ponti, viadotti, cavalcavia, sottopassi, gallerie, piste aeroportuali, edifici, opere fluviali e di sistemazione idraulica, acquedotti, gasdotti, opere marittime e lavori di dragaggio, impianti di bonifica e protezione ambientale.

GLI ENTI PERQUISITI:

I militari del Comando Provinciale di Gorizia, in particolare, stanno acquisendo e sequestrando atti e documenti di 120 società e 220 soggetti in 14 regioni:

- Commissario Delegato per l’emergenza della mobilità riguardante la A4 (tratto Venezia – Trieste) ed il Raccordo Villesse – Gorizia; 

- Autovie Venete s.p.a., concessionaria delle tratte autostradali comprese tra la tangenziale di Mestre e Sistiana, tra Palmanova e Udine, tra Portogruaro, Pordenone e Conegliano, tra Villesse e Gorizia;

- Autostrade per l’Italia s.p.a., concessionaria di numerose tratte autostradali tra cui la Venezia / Belluno e la Udine Sud / Tarvisio; 

- Friuli-Venezia Giulia Strade s.p.a., società che si occupa della gestione e manutenzione delle strade regionali del Friuli Venezia Giulia;

- Veneto Strade s.p.a., società che cura la manutenzione delle strade regionali e provinciali del Veneto; 

- Anas s.p.a., concessionario della rete stradale nazionale;

- Concessioni Autostradali Venete s.p.a., concessionario del passante di Mestre, della tangenziale di Mestre e del raccordo con l’aeroporto Marco Polo di Tessera;

- Commissario Delegato per l'Emergenza determinatasi nel settore del traffico e della Mobilità nel territorio delle province di Treviso e Vicenza, titolare della realizzazione della Pedemontana Veneta; 

- Aeroporto Friuli-Venezia Giulia s.p.a., società che gestisce il “Trieste Airport”;

-  Aer Tre s.p.a., società che gestisce l’aeroporto “Canova” di Treviso;

- Save s.p.a., società che gestisce l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia;

- Aeroporto “Valerio Catullo” di Verona Fillafranca s.p.a., società che gestisce lo scalo aeroportuale veronese;

- Aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna s.p.a., società che gestisce lo scalo aeroportuale bolognese; 

- Regione Friuli-Venezia Giulia, competente tra l’altro per le opere di costruzione, ampliamento, ristrutturazione e manutenzione dei porti e degli approdi marittimi, nonché per le concessioni di ghiaia;

- Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, società deputata alla gestione del Porto di Trieste; 

- Consorzio per lo sviluppo economico del monfalconese, competente tra l’altro sul porto di Monfalcone. 

Ulteriori acquisizioni riguardano altri enti e comuni ubicati nelle province di Gorizia, Udine, Trieste, Pordenone, del Veneto, della Lombardia, dell’Emilia-Romagna, della Liguria, della Toscana, dell’Umbria, delle Marche, dell’Abruzzo, del Lazio e della Sicilia.

I provvedimenti di perquisizione e sequestro riguardano invece le sedi amministrative di 120 società ed i domicili di 220 soggetti ubicati in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto-Adige, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna. 

I CANTIERI POST TERREMOTO NEL CENTRO ITALIA

Alcune procedure di affidamento si riferiscono a opere da realizzare in diverse aree colpite dal sisma del 2016 nel centro Italia, tra cui “Norcia”, “San Benedetto”, “Tre Valli Umbre”. La Procura della Repubblica di Gorizia sta ricostruendo le catene di appalti e subappalti e verificando la regolarità di circa 150 procedimenti di aggiudicazione delle opere pubbliche a seguito di gare indette negli anni 2015/2018.

L'OGGETTO DELLE INDAGINI

Le ricerche, condotte dai finanzieri del Comando provinciale di Gorizia, con la collaborazione dei colleghi di altre Regioni, in questo caso, sono finalizzate ad acquisire prove in ordine ad accordi tra imprese diretti alla preordinata spartizione delle opere nell’ambito di più complessive alleanze tra società volte a rendersi reciprocamente note: 

- le rispettive intenzioni di partecipare o meno ad una gara piuttosto che ad un’altra ovvero ad un lotto piuttosto che ad un altro nell’ambito delle medesime gare d’appalto;

- l’entità e/o i contenuti delle offerte da formulare in modo da permettere di volta in volta all’impresa individuata e facente parte della “cordata” di riferimento di aggiudicarsi l’appalto alle condizioni più favorevoli; secondo modalità tali da alterare la regola indefettibile della libera concorrenza tra i singoli partecipanti e tali da assicurare maggiori possibilità di aggiudicazione all’impresa prescelta.

Le indagini hanno evidenziato prassi contrarie alla legge anche in ordine: 

- alla costituzione di associazioni e raggruppamenti temporanei meramente cartolari; 

- all’utilizzo di contratti di subappalto per quote superiori al limite normativo del 30%, in cambio del riconoscimento di percentuali di guadagno;

- alla falsa indicazione documentale di dotazioni logistiche e strumentali al fine di incrementare il punteggio tecnico attribuito dalle commissioni aggiudicatrici.

DA GORIZIA AL RESTO DELL'ITALIA

L’indagine, che pure ha preso avvio dai controlli relativi ad un appalto “anomalo” che interessava la città di Gorizia, si è poi estesa a diverse opere del territorio regionale prima e nazionale poi, evidenziando collusioni che travalicano il confine friulano e diventano “sistema” diffuso in varie regioni.

Il nome dell’operazione, ribattezzata “GRANDE TAGLIAMENTO”, eleva a manifesto dell’indagine vicende di vera e propria spartizione dei lavori da realizzare a destra e a sinistra del Tagliamento, fiume che divide il Friuli Venezia Giulia dal Veneto.

I REATI CONTESTATI

Diversi sono i reati per cui si procede, tra cui l’associazione a delinquere, la turbativa d’asta, gli inadempimenti e le frodi nelle pubbliche forniture, i subappalti irregolari e la concussione. Sono in corso di accertamento ulteriori ipotesi di reato. Le indagini proseguono nel rispetto del segreto istruttorio con l’esame della documentazione sequestrata ed acquisita, nonché con interrogatori e testimonianze.

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