Cure triestine all’ex San Marco per il super yacht da sogno FOTO

Lo yacht Azzam in banchina all'Arsenale San Marco di Trieste (foto Lasorte)

Costruito dalla tedesca Lürssen cinque anni fa e di proprietà di un emiro, “Azzam” è tra i più lunghi e veloci panfili al mondo. Vale attorno ai 500 milioni

TRIESTE Gioca il derby con Eclipse di Roman Abramovic per il super-yacht più lungo e più veloce al mondo. In questi giorni si riposa a Trieste, nell’ex Arsenale San Marco, perfettamente visibile dalla Grande viabilità, illuminato a giorno dai fari della banchina. Un cliente di alto bordo, sul quale l’ospite Fincantieri, vincolata al silenzio, cela persino il nome comunque leggibile sullo scafo.

D’altronde Azzam in arabo pare voglia significare “determinazione” e Fincantieri è determinata a conservare il prezioso utente, anche a scapito del senso dell’umorismo. A distanza di un quinquennio dall’esordio, Azzam viene a fare un check up in alto Adriatico, optando per le terapie di Fincantieri, supportata dall’indotto triestino. Ma chi è questo protagonista della nautica internazionale? Azzam è stato realizzato nell’arco di un triennio dai cantieri tedeschi Lürssen Yacht, infine varato nell’aprile 2013 e consegnato al proprietario nel settembre dello stesso anno. Appartiene a un importante rappresentante dell’establishment emiratino, Khalifa bin Zayed Al Nahyan. Il valore della commessa viene quotato attorno ai 500 milioni di euro.

A monte della costruzione - si apprende dai siti - un anno di progettazione frutto della collaborazione tra lo studio milanese Nauta Design, il francese Christophe Leoni, il britannico Burgess. A dirigere la realizzazione, concretatasi nel cantiere di Vegesack a nord di Brema, l’ingegnere Mubarak Saad al Ahbabi.

Le curiosità su questo panfilo miliardario si sprecano. Tanto per dire, è dotato di un mini-sottomarino. La lunghezza di 180 metri rendeva Azzam il più lungo al mondo, più del rivale Eclipse, fermo a 163 mt. Velocità massima decisamente sostenuta a 31,5 nodi, al tempo del varo er mejo della categoria. Impressionanti le dimensioni del salone principale lungo 29 metri e largo 18. Il basso pescaggio di 4,3 metri consente la navigazione anche in acque relativamente poco profonde. Alimentazione mista garantita da due turbine a gas e da due motori diesel. Il serbatoio contiene un milione di litri.

I Lürssen sono cantieri di antico lignaggio, fondati nel 1875 e condotti per quattro generazioni dall’omonima famiglia. Hanno subìto un incendio a metà settembre, che ha causato danni ingenti avendo interessato un capannone di 130 metri con bacino galleggiante. Il rogo, nonostante l’intervento dei vigili del fuoco, si è propagato su uno yacht già finito e ha seriamente colpito 3 ponti di un altro panfilo in fase di costruzione. Lürssen è noto per aver realizzato tra i più prestigiosi yacht del mondo, tra i quali Dilbar, Rising Sun e Pelorus.

Torniamo in Adriatico. Buon periodo, dunque, per le aziende triestine che lavorano nel comparto nautico. Ricordiamo, a proposito di super yacht, che una ventina di giorni fa, dopo la Barcolana, aveva ormeggiato alla banchina del Polo nautico nel Canale navigabile il maxi-yacht Ulysses, con i suoi rispettabili 116 metri. Armatore il magnate neozelandese Graeme Hart. L’acquisizione della commessa era avvenuta attraverso il duplice impegno di Trs (Trieste refitting system) e dell’agenzia Tys (Trieste yacht service, gruppo Samer). Di Trs fanno parte le aziende Quaiat, Meccano Engineering, Zinelli&Perizzi. —


 

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