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In vendita per 700 mila euro il negozio ex Victory alle Torri

All’asta il foro commerciale di 255 metri quadrati al secondo livello del centro. Offerte da presentare entro le 12 di martedì 13. Ammesso un ribasso del 25%

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TRIESTE Chi desideri acquistare uno spazio commerciale di 255 metri quadrati all’interno del centro “Torri d’Europa”, è invitato a trasmettere la sua offerta entro mezzogiorno di martedì 13 novembre allo studio del commercialista Emilio Ressani in via Pier Luigi da Palestrina 3. Poi il giorno seguente alle 12.30 avrà luogo l’aggiudicazione senza incanto - spiega l’estratto dell’avviso - «con le modalità della vendita telematica sincrona mista per il tramite del gestore Aste giudiziarie inlinea».

Il professionista triestino, che cura l’operazione, chiede per questo bene pignorato, in seguito al fallimento Tamburini srl, 709 mila euro, ma è disposto ad accettare proposte inferiori fino al 25% della base d’asta, cioè non al di sotto di 531 mila euro.

Il foro è ubicato - dettaglia l’avviso di Ressani - al secondo livello del centro, che coincide con il primo piano del fabbricato rispetto a via Svevo.

Ci sono un vano principale, un magazzino, un bagno. Fino a quando è stato attivo, ha ospitato le pelletterie, gli accessori moda, gli articoli da viaggio allestiti dalla gerente Victory, un’importante catena che ha il quartier generale a Pianiga in provincia di Venezia e che opera in quasi tutte le regioni settentrionali. Nel territorio triestino ha mantenuto un presidio a Montedoro.

Non sarà facile che la vendita vada in porto al primo giro. La somma è comunque consistente e l’andamento del terziario tradizionale non ha certo ripreso i ritmi di una volta. Le stesse Torri lavorano con una sessantina di esercizi, molti meno del potenziale disponibile. A luglio Masè ha dato forfait, qualche mese prima il marchio Geox aveva abbassato le serrande. Il direttore Stefano Minniti dice comunque che le imprese ospitate hanno allo studio iniziative per rilanciare il centro che quest’anno compie i 15 anni di vita. Tra i brand trainanti MediaWorld, Mc Donald’s, Ovs, Piazza Italia, Pittarello, Paulaner, Coop Alleanza 3.0. Senza dimenticare la capacità attrattiva del cinema.

La situazione è in sostanza quella delineata ancora prima dell’estate. I centri commerciali tradizionali stanno definendo strategie per smuovere un mercato poco reattivo. È stato scritto che Il Giulia ha avviato un progetto di completa trasformazione sostenuto dall’investimento targato Piero Coin, mentre Montedoro Shopping Center ha puntato su affitti contenuti per i fori commerciali, parcheggio gratuito e grossi attrattori come Decathlon.

«Le opzioni sul tappeto sono diverse e sono state avanzate da parte di più di una realtà ma, visto il numero elevato di proprietari degli spazi, ci vuole più tempo per individuare una strada condivisa», aveva detto in primavera Minniti. Perché un terzo dei sessanta proprietari sono locali, un terzo arriva dal Triveneto e il restante fa riferimento a realtà nazionali o internazionali. Attività promozionali per vivacizzare la struttura e maggiore attenzione al tema sicurezza erano stati alcuni degli argomenti battuti.

La segnalazione di furti spesso registrati nei negozi e degli atti vandalici nel parcheggio. La direzione aveva assicurato che erano stati aumentati gli investimenti sulla security, a cominciare dall’istituzione degli addetti alla sicurezza interna. A supporto ci sono i guardiafuochi e soprattutto il buon livello di collaborazione avviato con le forze dell’ordine.

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