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Affitti in Porto vecchio, raffica di mini-eredità per le casse del Comune

Dalla Tripmare alla Ttp: con la sdemanializzazione i canoni cambiano “padrone”. In tutto è una partita da 100 mila euro l’anno: ecco quanto valgono i singoli casi

Fabio Dorigo
2 minuti di lettura

Il vagone abbandonato di Porto vecchio a Trieste cerca un futuro

TRIESTE Poco più di 100 mila euro per 60 ettari. É quanto frutta annualmente alle casse comunale, carte alla mano, la sdemanializzazione del Porto vecchio a quasi due anni dalla sua entrata in vigore. Si tratta, praticamente, dei canoni delle concessioni rilasciate dall’Autorità portuale ed ereditate dal Comune a partire dal primo gennaio 2017. In tutto, dunque, saranno 200 mila euro incassati in 24 mesi. La situazione contabile non cambierà di molto neppure con la vendita di qualche magazzino visto che il ricavato, come previsto dall’emendamento del senatore Francesco Russo, dovrà essere girato all’Autorità portuale (fatte salve le commissioni da agenzia immobiliare come nel caso dell’area Greensisam).

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In realtà l’incasso è destinato a ridimensionarsi ulteriormente, visto che comprende i 40.224 mila euro della palazzina di corso Cavour 2, destinata a trasformarsi a breve in un “Urban Center” per le imprese, specie di vetrina della ricerca tecnologico-scientifica, ora concentrata in Carso (il progetto è stato finanziato con cinque milioni di fondi europei). La delibera dell’amministrazione comunale che determina i corrispettivi delle concessioni per l’anno in corso fotografa quella del 2017 con piccoli ritocchi all’insù e qualche ritocco all’ingiù proprio per quanto riguarda la palazzina di corso Cavour (l’Unionquadri, per esempio, passa da 359 a 354 euro).

Dal conteggio sono esclusi il famoso Magazzino 18 (1267 metri quadrati) che ospita le masserizie degli esuli, dato in comodato gratuito all'Istituto regionale per la Cultura istriano-fiumano-dalmata (Irci) e una parte del Magazzino 10 (240 metri quadrati) concessa gratuitamente all’Associazione solidarietà nazionale presieduta dal pediatra Marino Andolina.

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La concessione più rilevante è quella della Tripmare che paga 25.418 euro per i 449 metri quadrati dell’officina al Magazzino 8 e 15.693 euro per i 383 metri quadrati della base operativa al Magazzino 7. C’è poi la Trieste Terminal Passeggeri (Ttp) che paga 17.715 euro per 3.003 metri quadrati di area parcheggio (Molo IV) più un prefabbricato da sette metri quadrati e un servizio igienico da due. È anche vero che è in corso un contenzioso al Tar Fvg con il Comune proprio sull’entità del canone di concessioni.

Altri 24.703 mila euro (erano 25.066 nel 2017) vengono elargiti dalla società informatica M-Cube spa di Manlio Romanelli per i 477 metri quadrati occupati nella palazzina di corso Cavour 2. Una concessione destinata a decadere con il progetto “Urban center”, come quella della Coop Triestina Lavori Facchinaggi, che versa 8.490 euro per 89 metri quadrati di uffici. Stessa fine faranno gli uffici di Marko Ferluga, Uil Trasporti e Intermodale Trieste, che pagano più di duemila euro per un ufficio da 23 metri quadrati, differenza dell’Unionquadri, che sborsa solo 354 euro per la stessa metratura. Uno dei tanti “misteri” delle ex concessioni portuali.

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Ci sono poi i 5.109 euro pagati dalla Tertrans srl per l’ex pesa del Magazzino 6 con area scoperta, i 1.043 euro della turca Ada logistica di Ledi Cika subentrata a Agim Cika per i 12 metri quadrati dell’ex pesa dell’edificio 5, i 521 euro dell’Economist settore nautico per un ufficio da sei metri quadrati nel vecchio edificio collocato nei pressi del varco 5/6. 

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