Il binomio scienza-libertà celebra i 40 anni della Sissa

Domani nella “Budinich Main Lecture Hall” la festa della Scuola nata nel 1978 con due super ospiti: il Premio Strega Giordano e l’esperto di buchi neri Giudice

TRIESTE «Mi piace pensare alla Sissa come a un Peter Pan della scienza. La nostra Scuola, del resto, ha quarant’anni, ma non li dimostra. L’augurio è che, fedele allo spirito che ne ha fatto muovere i primi passi, rimanga sempre giovane, brillante, creativa, capace di esplorare nuove direzioni e cogliere nuove sfide». È rivolto al futuro lo sguardo di Stefano Ruffo, direttore della Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, che con queste parole ricorda l’inizio, quarant’anni fa per l’appunto, dell’avventura che ha portato la Sissa a diventare, in questi decenni, un’istituzione scientifica di prestigio internazionale, la cui eccellenza è testimoniata dai continui riconoscimenti per la qualità della sua ricerca e della sua formazione.

Per celebrare un simile traguardo, quest’anno la cerimonia per l’apertura dell’anno accademico, in programma domani dalle 10 nella “Paolo Budinich Main Lecture Hall” della Scuola, avrà come protagonisti due ospiti d’eccezione: Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega nel 2008 e docente di scrittura creativa al “Master in Comunicazione della Scienza Franco Prattico” (Mcs) della Sissa, che presenterà un suo testo inedito su scienza e libertà, e Gian Francesco Giudice, ex studente della Sissa ora a capo del dipartimento di Fisica teorica del Cern, che terrà una Lectio magistralis sullo studio dei buchi neri.

«Impegnatevi per la democrazia» sarà l’appello che lancerà Giordano ai futuri scienziati: un’appassionata difesa della libertà intellettuale, ma anche della responsabilità a non tradire i valori democratici. Un appello perfettamente in linea con il motto scelto per la Scuola, istituita nel 1978 per decreto del Presidente della Repubblica, dal suo fondatore Paolo Budinich: «Considerate la vostra semenza, “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

Nel suo testo inedito, che come detto verrà letto durante la cerimonia d’apertura dell’anno accademico, Giordano stesso, con un passato di ricerca nel campo delle particelle elementari, esorterà la platea di fisici, matematici e neuroscienziati della Sissa a non dimenticare mai, nella loro vita professionale, i timori di quello che possiamo definire, prendendo in prestito l’espressione del fisico Robert Oppenehimer, l’«essere-umano-in-generale», vale a dire ciò che siamo tutti noi quando usciamo dalla comfort zone dei nostri limitati saperi. Non bisogna scordarsene mai, perché è la perdita di contatto tra diversi mondi, ricorderà Giordano, che riduce gli scambi democratici e in cui si annidano, in ultima istanza, i germi della sfiducia, dell’incomprensione e dell’intolleranza. Il Premio Strega 2008 sarà testimonial di Trieste Città europea della scienza, titolo di cui potrà fregiarsi il capoluogo giuliano nel 2020, quando ospiterà l’EuroScience Open Forum.

«I buchi neri agli occhi di un fisico delle particelle» è invece il titolo della Lectio magistralis di Gian Francesco Giudice, che nel suo intervento spiegherà come lo studio contemporaneo dei buchi neri, coinvolgendo astronomi e fisici delle particelle, rappresenti un esempio delle potenzialità della ricerca interdisciplinare, uno dei tratti distintivi della Sissa. —


 

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