A Nordest il carrello meno caro d’Italia. Ma Trieste arretra nella convenienza

I dati di Altroconsumo: capoluogo regionale giù in classifica Udine fa peggio. A Pordenone i prezzi più bassi del Fvg

TRIESTE A Trieste la spesa continua a costare più che altrove. Scegliendo prodotti di marca, volano via 6.159 euro all’anno a famiglia, 839 in più che a Rovigo, la città meno cara d’Italia al supermercato. Un dato, quello del capoluogo regionale, che “regala” il cinquantacinquesimo posto tra i 67 capoluoghi coinvolti nella consueta indagine di Altroconsumo. Nel 2017 era andata meglio, giacché la spesa media per i triestini era stata valutata in 5.805 euro e il posto in classifica era il ventunesimo. Nei due anni precedenti si spendeva invece perfino più di oggi: nel 2015 Trieste era sessantaduesima con 6.513 euro annui a famiglia, nel 2016 trentaquattresima, ma toccava i 6.620 euro.



Ritornando al report 2018, con il punto di riferimento Istat che stima la spesa media per famiglia a 6.475 euro e a 4.311 per i single, le cose non vanno meglio a Udine, sessantunesima - e dunque dietro a Trieste - con 6.276 euro; mentre Pordenone, seconda nel 2017 alle spalle di Vicenza, si conferma il capoluogo di provincia in Fvg (Gorizia non rientra nel campione) con la spesa più bassa con 5.509 euro medi e un buon sesto posto dietro a Rovigo, Venezia, Treviso, Verona e Vicenza.

Con Altroconsumo che disegna quattro classifiche, a seconda dei modi di fare la spesa (con tutti i prodotti, la modalità considerata più realistica; con quelli a marchio commerciale; solo con quelli di marca; o solo con quelli economici), sono proprio i punti vendita del Veneto a fare occupare al Nordest – area con una tensione concorrenziale molto alta e di conseguenza con prezzi più ridotti – 25 dei primi 30 posti della classifica della convenienza in un dossier in cui Altroconsumo, per il trentesimo anno, ha messo in fila 67 città, 1.012 i punti vendita, 115 tipologie di prodotti per oltre un milione di prezzi. Con il suggerimento al cittadino di scegliere se possibile il posto giusto perché è possibile risparmiare fino a 1.300 euro all’anno in alcune grandi città. Può accadere per esempio a Bologna o Torino, ma circa mille euro li si può risparmiare con maggiore oculatezza a Salerno e 700 a Milano.



E chi invece, in qualunque città si trovi, decide di cambiare abitudini e di non mettere più piede nei supermercati tradizionali, ma solo nei discount, mette da parte un bel gruzzoletto: anche più di quattromila euro l'anno. Pure a Trieste, dove la differenza tra l’offerta più alta e quella più bassa è di 440 euro all’anno, ma il massimo risparmio possibile, optando appunto sempre solo per il discount, arriva a 4.076 euro, cifra che scende a 3.483 euro a Pordenone e risale a 4.054 a Udine. L’associazione dei consumatori punta dunque la lente su ipermercati e discount dove è possibile trovare l’occasione. A Trieste, con un punteggio di 116 (vale a dire il 16% più caro del capoclassifica Spesa Facile di Rovigo), c’è il Conad di via Morpurgo, seguito dal Famila Superstore di via Valmaura (117) e dall’Ipercoop di via Flavia di Stramare a Muggia (118). A Udine si registra il 118 dello Spak di via Dormisch, a Pordenone il 104 dell’Iper Visotto di via Segaluzza.



Nell’indagine compare pure un focus sulle promozioni. Non sempre realmente convenienti. Fatti i calcoli in 38 città, Altroconsumo spiega che i risparmi rispetto al punto vendita meno caro vanno dal 5% di Rovigo al 20% di Genova e Roma. Quanto infine alle insegne, Esselunga non tema concorrenti in 14 città, Iper è il più conveniente per i prodotti a marchio commerciale, Carrefour Market la catena che ha maggiore assortimento ma prezzi più alti. Tra i discount spicca Aldi, davanti a Eurospin e Lidl. —


 

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