Oltre 500 famiglie senza gas da giorni. Braccio di ferro sulle responsabilità

Emergenze e interventi programmati. Fioccano le proteste. Fra gli amministratori stabili c’è chi rileva: «Nessun avviso»

TRIESTE Sono circa una trentina, per oltre 500 famiglie, i condomìni che sono attualmente senza gas a Trieste, in particolare in via San Benedetto e via Mayer. In prevalenza si tratta di situazioni legate a interventi che avrebbero dovuto richiedere un paio di giorni, ma che alla fine si sono prolungati anche fino a due settimane. Quanto alle responsabilità, ogni addebito viene respinto sia da AcegasApsAmga che dalle amministrazioni stabili. Due le ragioni di questi disservizi: la prima è legata a un rete di tubature che risale anche al 1860 e quindi è abbastanza normale che vi siano delle dispersioni, ma la criticità deriva pure dal fatto che la ex municipalizzata ha competenze fino all’allacciamento con lo stabile, a circa 60 centimetri dal muro della casa, una soglia oltre la quale non può intervenire. Qualora vi fosse un problema in quella parte dell’impianto, AcegasApsAmga ha però l’obbligo di bloccare l’erogazione fino a quando non viene effettuato un intervento da un idraulico che deve rilasciare un certificato.



Massimo Bonato, direttore gas di AcegasApsAmga, spiega che «con l’arrivo del freddo non possiamo bloccare l’erogazione per un mese, per questo accettiamo il risanamento e il successivo intervento al termine della stagione invernale. In città ci sono state nel 2018 116 dispersioni di gas. Per avere un metro di paragone, a Padova, città di dimensioni simili, sono state appena 22». Il secondo motivo dei disservizi è legato invece agli interventi programmati: la rete misura circa 523 chilometri, e si sta lavorando su più fronti in accordo con il Comune e le autorità. In particolare sono già stati investiti 5 milioni per la messa in protezione catodica su 370 km, e a breve partiranno anche i cantieri per sostituire le tubature in “ghisa grigia”. Nei prossimi tre anni saranno completati gli ultimi 36 km che sono in zone particolarmente complesse e per questo, insieme al Comune, si è deciso di non andare oltre ai 10 cantieri in contemporanea. Per gli interventi di questo tipo non è prevista l’interruzione del servizio, salvo complicazioni, ed è da questo che scatta la rabbia degli amministratori.



«In questo momento ho 15 condomìni senza gas – racconta una amministratrice che preferisce restare anonima –: da AcegasApsAmga continuano a dire ai residenti che non dipende da loro, però erano interventi programmati e avrebbero dovuto avvisarci». Il problema è quindi anche la comunicazione: «Se avessimo saputo che avrebbero fatto interventi nella zona ci saremmo premurati di far controllare l’impianto in anticipo al fine di fare eventuali lavori prima, evitando lunghe attese e riducendo al minimo il disservizio per i residenti che solamente grazie all’inverno mite riescono ad andare avanti». Anche perché in questo momento gli idraulici hanno una lista di attesa molto lunga. In un quadro già complesso, sulla rete pubblica si aggiungeranno anche gli interventi per la sostituzione dei contatori con gli “smart meter”: al momento sono 53 mila quelli installati per un investimento di 7 milioni, ne mancano 112 mila, molti per abitazioni vecchie con impianti che potrebbero non essere a norma. —


 

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