Abusi in sagrestia, la Procura apre un fascicolo su Fra Valentino

Il caso è quello risalente al 2017. E l’avvocato Bassi “svela” la presenza anche di un file audio

GORIZIA La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo su fra Valentino Weldemariam, sospeso e immediatamente allontanato da Gorizia per aver molestato sessualmente una donna nella sagrestia della cappella del San Giovanni di Dio.



Il caso in questione è quello, illustrato ieri in esclusiva da “Il Piccolo”, della 34enne straniera ma residente da parecchi anni a Gorizia che presentò una denuncia-querela al comando provinciale dei carabinieri il 17 maggio 2017. Un racconto circostanziato il suo, in cui si tirava in ballo il religioso e in cui venivano citati tre incontri: il primo, innocente, con il frate che era riuscito ad accattivarsi la fiducia della donna con un tenero abbraccio e con la promessa che l’avrebbe aiutata e i due, successivi, in cui il religioso l’aveva molestata pesantemente, chiudendola all’interno della sagrestia (il suo «ufficio»).



Il procuratore capo Massimo Lia si limita a dire che «la Procura ci sta lavorando». Altro non aggiunge. E alla domanda se c’è soltanto questa denuncia ai danni di fra Valentino Weldemariam replica con le testuali parole: «Non posso rispondere a questa domanda». Che non necessariamente è un’ammissione che possa esserci anche qualche altro caso segnalato alla Procura ma non è nemmeno una smentita recisa e decisa. La denuncia della donna, quindi, ha avuto un seguito e bisognerà vedere quali saranno gli sviluppi. Intanto, fra Valentino è stato allontanato da Gorizia, non è nel Triveneto, ma in qualche non meglio definita cittadina del Belpaese.

Ad oggi, alla luce sono venuti il caso documentato attraverso un servizio televisivo da “Le Iene”, la vicenda - già segnalata attraverso un’altra denuncia alla Procura di Bergamo - da una donna del luogo e l’ultimo caso emerso ieri e che vede vittima delle sgradevoli e sgradite attenzioni del frate una 34enne straniera.

La denuncia (ed è questo l’elemento di novità odierno) ha avuto anche un’integrazione, datata 13 luglio 2017. Accanto alla testimonianza, già riportata per sommi capi nel servizio uscito ieri, Giovanna (nome di fantasia) ha prodotto anche un file audio. A “svelarne” l’esistenza l’avvocato Riccardo Bassi che l’ha ascoltato assieme alla collega avvocato Elisabetta Brazzale «e il contenuto - riferisce il legale - è assolutamente inequivocabile e non si presterebbe a tante interpretazioni». Il materiale, essendo a disposizione degli inquirenti, non può essere reso pubblico. Ma i contenuti sono sostanzialmente questi.

«La mia assistita - racconta l’avvocato Bassi - ha avuto un quarto incontro con il frate, oltre ai tre già citati nella querela. Rispetto alle precedenti occasioni si è organizzata e ha registrato tutto il colloquio con il suo telefonino. L’obiettivo evidente era di “estorcergli” una confessione. E, effettivamente, ascoltando le parole registrate con l’ausilio del cellulare si sentono le scuse del frate. Non solo. Fra Valentino Weldemariam ammette anche di aver forzato la mano».

Un elemento di indagine che potrebbe rivelarsi decisivo al pari delle immagini, assolutamente inequivocabili, del servizio de “Le Iene” che si riferiscono alle molestie ai danni di una 43enne goriziana, con tre figli, che aveva riposto grande fiducia nell’aiuto e nel sostegno di quel frate.

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