In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Uccisi dai titini a Fiume, sepolti a Udine

La scoperta dei resti dei sette italiani a Castua: esame del Dna per il senatore Gigante. La collaborazione della Croazia

1 minuto di lettura

TRIESTE Si è svolta sabato 20 ottobre al Tempio Ossario di Udine la resa degli Onori solenni e la tumulazione dei sette caduti recentemente rinvenuti a Castua, nei pressi di Fiume in Croazia. I resti, risalenti alla Seconda guerra mondiale, sono stati esumati a luglio dopo un lungo lavoro di ricerca e di cooperazione tra le autorità italiane e croate. Stando alle ricostruzioni degli storici, i cadaveri sarebbero quelli di diverse figure importanti di Fiume prima e durante il conflitto: il senatore ed ex governatore Riccardo Gigante, il giornalista Nicola Marzucco o ancora il vice brigadiere dei carabinieri Alberto Diana. Tutti furono uccisi dai partigiani il 4 maggio 1945, all’indomani della liberazione di Fiume dal nazifascismo.

Ieri, alla cerimonia organizzata dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero italiano della Difesa (Onorcaduti) e portata avanti dal generale Alessandro Veltri, erano presenti non soltanto le autorità comunali e governative e le associazioni d’arma, ma anche Dino Gigante (pro-nipote del senatore), il Segretario Generale della Società di Studi Fiumani Marino Micich e il presidente emerito della stessa società Amleto Ballarini, all’origine dei lavori di ricerca.



La tumulazione di ieri mette infatti fine ad una lunga storia iniziata nel 1992, quando Ballarini (all’epoca presidente della Società di Studi fiumani) visita Castua. La sua indagine parte dalla vicenda del maresciallo della Finanza Vito Butti, fucilato anche lui il 4 maggio 1945, ma seppellito in un cimitero vicino, grazie all’intercessione, presso gli uomini di Tito, della cognata di Butti, staffetta partigiana. Ballarini intervista le figlie di Butti e ricostruisce la composizione del gruppo trucidato a Castua. Poi, grazie all’intervento di don Franjo Jurčević, si arriva all’individuazione della fossa comune. Passeranno tuttavia vent’anni prima che Zagabria conceda l’autorizzazione a procedere con gli scavi (conclusisi il 7 luglio). Vent’anni in cui la Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati (FederEsuli) ha continuamente fatto pressione su Roma affinché si arrivasse alla riesumazione dei corpi.

Ora - fa sapere Marino Micich della Società di Studi Fiumani - «la famiglia di Riccardo Gigante procederà con l’analisi del Dna per individuare i resti del senatore e seppellirli all’Arca del Vittoriale, come voleva lo stesso Gabriele D'Annunzio». E «data l’ottima collaborazione con la Croazia, si spera che questo sia l’inizio di altre ricerche a Fiume, in Istria o in Dalmazia», conclude Micich. Dopo il successo di questa collaborazione bilaterale nell’individuare una prima fossa comune (e procedere con rimpatri e tumulazioni), anche FederEsuli spera che a breve si potrà procedere con «una campagna di scavi» che faccia luce su foibe, fosse ed eccidi avvenuti in Croazia durante e dopo il secondo conflitto mondiale. —




 

I commenti dei lettori