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Lo sciacallo dorato trova amici parte la campagna per la tutela

Scende in campo “Ambiente 2000” con un programma di incontri, proiezioni, conferenze e dibattiti. Ballarini: «Basta pregiudizi sulla pericolosità dell’animale»

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Doberdò, la campagna per la tutela dello "sciacallo" dorato"

DOBERDÒ Parte da Doberdò la campagna ambientalista per la tutela dello “sciacallo dorato” che prevede incontri, conferenze, proiezioni e dibattiti, secondo un programma in via di definizione per gli ultimi dettagli. «Basta con questi pregiudizi sulla sua pericolosità. Anzi proteggiamolo dai continui e ingiustificati attacchi, rispettiamo la sua presenza sul nostro Carso e lasciamo che questi pochi esemplari vivano finalmente la loro vita in libertà e in pace perché non fanno male a nessuno».

Alberto Ballarini, presidente dell’associazione “Ambiente 2000” scende in campo per lanciare un’azione in tutto il mandamento monfalconese a sua difesa, dopo gli ultimi avvistamenti dell’animale in queste zone.

In Italia ha fatto la sua apparizione già dal 1984, poi lentamente ha risalito tutta la zona balcanica e ha trovato sul Carso Triestino e Isontino con le sue lande e pietraie, l’ambiente ideale per la sua nuova vita.

«Dopo gli studi degli esperti – sostiene Ballarini – la sua indole estremamente schiva, riservata ma in passato il numero esiguo di esemplari, ha fatto sì che la sua presenza non risultasse evidente, come sta invece succedendo ora. Infatti il sciacallo dorato ha bisogno di habitat composti da bassa boscaglia dove potersi nascondere, con fonti d’acqua, a media altitudine in quanto non sopporta bene la neve alta, nel qual caso per spostarsi, spesso utilizza i sentieri tracciati da altri animali più grandi o addirittura dall’uomo. Purtroppo, viste le forti similitudini con il lupo – aggiunge – la sua presenza viene sentita come pericolosa e pertanto percepita in maniera negativa. Anche se è una specie protetta come il lupo, come questo, vive tutte le contraddizioni che accompagnano questi animali da sempre. Accogliamo, quindi, questo nuovo ospite nel nostro ambiente, conosciamolo meglio, non facciamoci intimorire. Rispettiamo i suoi spazi e cerchiamo di fargli rispettare i nostri. Perché condividere è convivere».

Ingiustamente, secondo il presidente ambientalista, lo sciacallo dorato viene “accusato” da cacciatori e allevatori di essere la causa della drastica riduzione di caprioli o di capi di bestiame, continua a portarsi addosso la fama di predatore efferato.

«Vogliamo smentire questo luogo comune – sottolinea Ballarini – perché la realtà dei fatti come ribadiscono gli esperti è un’altra. L’osservazione e lo studio della loro struttura e del loro comportamento sfata questo triste appellativo perché non attacca ma solo si difende».

Essendo più piccolo del lupo e molto spesso cacciando da solo o in pochi esemplari, lo sciacallo dorato non può essere un pericolo per animali di grossa taglia, anche per il fatto che spesso si nutre di carcasse di animali morti, uccelli, piccoli mammiferi, vegetali e frutti.

Un’alimentazione varia e non certo esclusivamente da predatore. «E questo – ribadisce Ballarini – non lo diciamo solo noi, ma anche gli studiosi come il dottor Lapini del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine, che da tempo porta avanti uno studio su questo interessante animale e il National Geographic, società conosciuta in tutto il mondo per la preparazione dei suoi professionisti e per l’integrità dei loro studi».—


 

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