Dipendenti Unicredit verso lo sciopero

Assemblee infuocate nelle filiali di Trieste e Gorizia. Denunciati carichi e ritmi di lavoro insostenibili dopo i tagli di organico

TRIESTE Tira aria di sciopero nelle sedi Unicredit di Trieste e Gorizia. Le ragioni? Condizioni di lavoro diventate ormai intollerabili secondo il personale del gruppo bancario, con ritmi insostenibili e richieste impossibili da soddisfare.



L’esasperazione e l’insofferenza dei circa 200 addetti delle filiali triestine e del centinaio scarso di colleghi isontini sono emerse con chiarezza in questi giorni nel corso delle assemblee, una dozzina in tutto, organizzate dai sindacati nelle varie agenzie dell’istituto. I più in difficoltà, stando ai racconti delle sigle sindacali, sono gli operatori agli sportelli, vale a dire i dipendenti a diretto contatto con la clientela. Sotto accusa in particolare i recenti tagli al personale, che costringono i “sopravvissuti” a carichi di lavoro sempre più pesanti e a richieste via via più pressanti da parte della direzione «che ormai ci misura soltanto sulla base dei numeri, in relazione alla vendita di prodotti finanziari e assicurativi – hanno spiegato i lavoratori nel corso delle assemblee - senza tener conto delle necessità della clientela che, a Trieste e Gorizia, è di età media piuttosto elevata e necessita perciò di un tipo di assistenza molto particolare».

«Tutto questo – hanno precisato Marco Comigni e Piergiorgio Gori della Cgil, Irene Olenich (Cisl), Ernesto Granzotto e Adriana Sussa (Uil), Angela Iurman e Andrea Corbatto (Fabi), Roberto Benedetti e Flavio Varesano (Unisin) - in un contesto che vede la totale assenza di quel ricambio generazionale più volte promesso e mai attuato. Oggi l’età media di chi sta agli sportelli supera i 50 anni. Siamo cioè al cospetto di una situazione che non propone sbocchi. Giovani impiegati da preparare per lavorare allo sportello non ci sono».

Ma le proteste delle organizzazioni sindacali puntano anche su un altro fronte, quello della mancata innovazione tecnologica. «Unicredit ha più volte promesso di rinnovare le apparecchiature a disposizione degli operatori per agevolarli nei loro compiti - continuano i sindacalisti -, invece siamo ancora fermi. In realtà si bada molto all’immagine esterna della banca e per nulla alla sostanza. Prova ne sia che nell’area di Trieste e Gorizia – hanno specificato - negli ultimi due anni c’è stato un calo del 20% del personale agli sportelli».



Pochi giorni fa Unicredit ha festeggiato l’inaugurazione della nuova sede di via San Nicolò. «Peccato che in tale occasione - concludono i sindacati - non si sia fatta menzione della prossima chiusura della storica sede di piazza della Borsa, programmata per il 17 novembre».

Da parte loro i vertici Unicredit, contattati per replicare alle accuse delle organizzazioni sindacali, hanno scelto di non commentare. —


 

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