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“Sfilata” di CasaPound ecco il contro-corteo in città

Ad organizzarlo Trieste Antifascista-Antirazzista. Partenza da San Giacomo il 3 novembre alle 15. «Saremo in 5 mila. Non c’è spazio per gli squadristi»

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TRIESTE Una quadriga con una vittoria alata per celebrare, appunto, «il centenario della vittoria italiana». Così, da settimane, CasaPound annuncia sul proprio profilo Facebook il corteo che i “fascisti del terzo millennio” – come li definisce qualcuno – terranno a Trieste il prossimo 3 novembre per ricordare la Grande Guerra. Il giorno prima della visita in città del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

E proprio il 3 novembre, per contrastare «la calata degli squadristi di CasaPound a Trieste», l’assemblea Trieste Antifascista-Antirazzista ha deciso di organizzare un contro-corteo: un gruppo composito fatto di singoli cittadini, comitati, associazioni, movimenti e rappresentanze sindacali (Anpi, Non una di meno Trieste, Unione degli studenti, Casa delle culture, Arci, Cgil, solo per citarne alcuni) che da settimane stanno lavorando per preparare un calendario fitto di incontri che porti proprio alla data del 3 novembre. Partenza prevista, quel giorno, alle 15 da Campo San Giacomo. Il percorso, invece, non è ancora chiaro, così come non lo è quello della manifestazione di CasaPound. Si sta discutendo in questi giorni con la questura e la prefettura. Ma una cosa è certa: «Vogliamo attraversare le strade e le piazze per commemorare i morti dei fascisti e dei nazisti di questa città. Penso a piazza Oberdan, al Narodni Dom, al Liceo Tartini», spiega Daniela Antoni, portavoce – assieme a Riccardo Laterza – dell’assemblea che ieri al Knulp ha presentato la mobilitazione antifascista in programma in contemporanea con la “sfilata” di Cpi. «Questa è la città della Risiera e non vogliamo vedere squadristi marciare dove qui tanti hanno sofferto. Speriamo che il prefetto tenga fede alle sue promesse di non concedere il centro cittadino».

«C’è un’intera città contraria al loro arrivo – sottolinea Riccardo Laterza –. Strumentalizzano un evento tragico della nostra storia e lo fanno per radicarsi e aprire una sede nella nostra città: un disegno più ampio, per acquisire consensi e simpatie. Ma vogliamo ribadire che non c’è spazio per CasaPound. Qui c’è una specificità tutta particolare: il nazionalismo violento del ’900 si è abbattuto come una furia su questi territori e Trieste divenne un laboratorio dei peggiori avvenimenti vissuti dagli europei nel secolo scorso. Per il 3 novembre, tra noi e le associazioni nazionali che decideranno di venire qui con qualche rappresentanza, ci aspettiamo circa 5 mila persone».

«La deriva fascista e reazionaria, percepibile a livello nazionale e locale, va combattuta da tutti coloro che si ritrovano nei valori dell’antifascismo, dell’antirazzismo e dell’antisessismo», conclude Antoni. È per questo che l’assemblea ha deciso di organizzare, da qui al 3 novembre, quasi un’iniziativa al giorno: dal flash mob “Siamo tutti sullo stessa barca” (per riprendere lo slogan del manifesto della Barcolana disegnato da Marina Abramovic) in programma domani e dopodomani, alla proiezione del film “Sulla mia pelle” sul caso Cucchi (il 19 alla Casa delle culture) o come la presentazione del libro CasaPound Italia: fascisti del terzo millennio al Knulp il 17 assieme all’autore, Elia Rosati. Un volume nel quale lo storico della Statale di Milano ripercorre genesi, storia e programma del partito della Tartaruga Frecciata. E di come sia diventato il movimento egemone della destra radicale italiana. –


 

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