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Galesno, l’alga killer minaccia l’isola dell’amore

La scoperta dei sub guidati da Gianni Iglić. Situazione grave: la Caulerpa racemosa ha una crescita molto rapida

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ZARA La Caulerpa racemosa, definita l'alga killer, si è impossessata di gran parte dei fondali di Galesno (Galešnjak), l'isola dell'amore o degli innamorati, come viene chiamata per essere a forma di cuore e resa celebre da Google Earth. Galesno è situata in Dalmazia, lungo il canale di Pasman che separa l'omonima isola e la dirimpettaia terraferma. È diventata uno dei simboli turistici di questa regione adriatica, magari abbruttita negli ultimi anni da due "ferite", due campi che tagliano in modo obliquo l'isola, appezzamenti di terreno in cui si coltivano olivi e vigne.



A scoprire la presenza di questo vegetale invasivo, proveniente da acque tropicali e che impedisce agli altri vegetali di continuare a vivere e svilupparsi, è stata scoperta da un gruppo di subacquei, guidati da Gianni Iglić. Egli ha informato le competenti istituzioni sulla massiccia invasione della Caulerpa racemosa, specie quasi simile all'altra alga killer, la Caulerpa taxifolia, che una quindicina d'anni fa aveva attecchito su diverse porzioni di fondale dell' Adriatico settentrionale. Oltre ad avere attaccato l'habitat marino intorno a Galesno, così Iglić, il vegetale si è riprodotto anche lungo il canale di Pasman, occupando un'estesa area. «Parliamo di un'alga micidiale, contro la quale è difficile, per non dire impossibile combattere – ha dichiarato Iglić – ha una crescita estremamente rapida e non ci sono praticamente metodi per neutralizzarla».

Qualcuno ha proposto che la racemosa venga coperta con teli di nylon, ma in quel modo si distruggono tutte le creature viventi fino ad un metro nel sottosuolo. Nonostante la sua temibile presenza, che causa la rarefazione o la scomparsa degli altri vegetali, come pure di pesci e molluschi bivalvi, questa specie di Caulerpa ha il suo tallone d'Achille. Dopo un certo periodo di tempo, l'alga scompare come se non fosse mai esistita in quel luogo. Secondo la biologa marina croata, Ivana Zubak Cizmek, ci sono delle determinate ragioni – che per ora sfuggono agli esperti – che bloccano la crescita della racemosa e ne determinano il ritiro dalla zona aggredita.

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