La Procura svela il dossier Ferriera: benzene e Pm10 in diminuzione

Monitorate per un anno le concentrazioni di agenti inquinanti. Accertato anche un calo sensibile di inquinamento acustico

TRIESTE La Ferriera inquina sempre meno, almeno per quanto riguarda il benzene e le polveri sottili. Le sostanze emesse dallo stabilimento della Siderurgica triestina sono nei limiti previsti dalla legge. È la Procura a dirlo, in un dossier che raccoglie i dati prodotti dall’Arpa su richiesta della stessa magistratura. Il palazzo di giustizia si è avvalso di una consulenza tecnica della professoressa Sabina Licen, peraltro docente del Dipartimento di Scienze chimiche dell’Università di Trieste.



Negli ultimi mesi i valori dimostrano un trend in progressivo miglioramento, fino a raggiungere un numero di sforamenti sia giornalieri che orari «pressoché nullo». Così annota il documento.

È quanto emerge innanzitutto dalla centralina di via San Lorenzo in Selva, la più vicina alla cokeria, fatta posizionare in passato dal pm Federico Frezza. Ma anche in quelle dell’Arpa: la Rfi di Servola (una stazione di servizio delle ferrovie che si trova nei pressi dello stabilimento e installata nel 2007 dalla Procura), di via Pitacco, via del Ponticello e via Carpineto.



La Procura, che per decenni ha tallonato le diverse proprietà con inchieste sull’inquinamento della fabbrica di Servola, sta tenendo d’occhio anche il rumore. Pure su questo versante i segnali positivi non mancano.

Il calo appare evidente già con il monitoraggio in via San Lorenzo in Selva: se nel settembre di un anno fa il numero di sforamenti giornalieri della concentrazione di 5 microgrammi per metro cubo d’aria si attestava a 6, nell’agosto di quest’anno siamo a zero. Così pure a luglio, mentre a giugno erano 2. Nella stazione Rfi si passa invece dai 2 superamenti documentati a settembre 2017, allo zero di agosto di quest’anno. Valori sempre nella norma sia in via Ponticello che in via Carpineto. Un andamento imboccato pure in via Pitacco a partire da maggio.

Discorso simile, sempre per quanto riguarda il benzene, anche per i superamenti orari della concentrazione di 20 microgrammi per metro cubo. I 36 sforamenti avvertiti a settembre 2017, si sono ridotti a 1 nell’agosto 2018. Nello stesso mese i 20 di Rfi si sono azzerati. Nessuna criticità in via Ponticello e in via Carpineto. In via Pitacco si passa dai 10 di un anno fa allo zero registrato a fine estate. Tirando le somme «risulta una netta diminuzione degli episodi in San Lorenzo in Selva e in Rfi (proprio le stazioni accanto alla Ferriera, ndr) a partire da maggio - precisa il documento della consulente della Procura - fino a raggiungere un numero di episodi pressoché nullo da giugno 2018, come rilevato anche negli altri siti monitorati».



Un quadro che traspare pure dai dati delle Pm10. In questo caso il superamento giornaliero della concentrazione di 50 microgrammi per metro cubo d’aria risulta solo nella stazione Rfi a luglio e agosto (rispettivamente 4 e 5 sforamenti). Il resto delle centraline (via Pitacco, via Ponticello e via Carpineto) è a zero, con un’unica eccezione documentata ad agosto nella centralina di San Lorenzo in Selva.

Gli accertamenti si sono estesi anche all’interno della fabbrica. Secondo le misurazioni, il deposimetro della “Portineria operai” a luglio 2017 segnava una presenza di circa 50 grammi di polvere per metro quadro. Nello stesso periodo di quest’anno il dato è sceso sotto i 40. Nella “Palazzina qualità” il valore è più che dimezzato (da 80 a sotto i 40).



Dallo studio della Procura, affidato oltre un anno fa all’ingegner Marco Boscolo del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Trieste, era scattata una diffida della Regione con la quale si indicava alla proprietà di provvedere con una serie di strutture insonorizzanti e di “barramento acustico” sugli impianti della fabbrica. Gli interventi su estrattori, sbocchi, cappe di aspirazione e condotte hanno comportato finora a un abbattimento di 5 decibel, portando il valore attuale tra i 57 e i 58 dB, laddove il limite notturno è di 50 per le aree abitate e 55 per le zone industriali. Il piano di risanamento acustico continua. —


 

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