Infortunio alla Sbe di Monfalcone, due dita schiacciate

Vittima un 40enne tunisino, operaio d’una ditta esterna, che stava smontando una macchina in via di dismissione in via Bagni

MONFALCONE Mentre stava smontando un macchinario destinato alla dismissione la mano destra gli è rimasta schiacciata sotto un componente dello stesso dispositivo, compromettendo gravemente l’uso di due dita: l’indice e il medio. Frattura pluriframmentaria ed esposta, il responso dei medici che hanno stilato la diagnosi di schiacciamento. Sottoposto a un delicato intervento all’ospedale San Polo, l’uomo per fortuna non ha subito l’amputazione delle falangi, risistemate chirurgicamente, ma gli è stata refertata una prognosi di trenta giorni.

L’infortunio sul lavoro è avvenuto in via dei Bagni, all’interno dello stabilimento Sbe. Vittima non un operaio diretto dell’azienda bensì l’addetto di una ditta esterna, chiamata appunto a intervenire sul vecchio macchinario inserito nella linea di stampaggio. L’incidente si è verificato una settimana fa, ma la notizia si è diffusa solo ieri.


Sul luogo sono intervenuti, oltre all’ambulanza per i primi soccorsi, anche i carabinieri del comando di via Sant’Anna e gli ispettori del lavoro, come da prassi. Saranno questi ultimi, una volta raccolte tutte le informazioni, a redigere la relazione sul fatto, la cui dinamica precisa è in via di ricostruzione.

Secondo quanto appreso, l’uomo, W.B. le sue iniziali, un quarantenne tunisino residente a Modena e domiciliato a Udine, si sarebbe trovato solo davanti al macchinario: pochi minuti prima, secondo fonti interne, due suoi colleghi si sarebbero allontanati per qualche minuto. A un certo punto, per cause ancora da chiarire, un pezzo del macchinario è finito sulla mano di W.B., fratturandogli le due dita.

Soccorso da altri operai che si trovavano nei paraggi, per l’uomo immediatamente è scattato l’allarme. Sul posto è giunta l’ambulanza del 118, che ha trasferito il quarantenne al San Polo, dove in serata è stato sottoposto all’operazione, durata un’ora. Il chirurgo ha innestato dei supporti filiformi nella mano per la riduzione e sintesi delle fratture, in via percutanea. Le ferite sono state quindi suturate.

Benché non si trattasse di un loro operaio, i vertici dell’azienda presieduta da Alessandro Vescovini, si sono tenuti costantemente informati sulle condizioni di salute dell’operaio rimasto vittima dello schiacciamento, verificatosi nel primissimo pomeriggio. Delle 15.30, invece, l’intervento dei carabinieri sul posto. —




 

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