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Cede il marciapiede sul ponte del viale. Pedoni e ciclisti a rischio cadute

Problema che si ripropone ciclicamente a causa del dilavamento del fondo provocato dai flussi di marea nel canale

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MONFALCONE Tralasciando le decine di migliaia di euro già poste a bilancio da svariate amministrazioni comunali per attaccare il classico cerotto su una piaga che non vuol saperne di risanarsi è ormai un dato inoppugnabile: le crepe sul viale Oscar Cosulich si stanno allungando sempre più. Così a pedoni e ciclisti, che rischiano l’osso del collo, non resta altro che dribblare le piccole “dune” venute a sporgere sul marciapiede. In pratica mancano solo le transenne, che pure già una quindicina d’anni addietro erano spuntate per evitare, quanto meno, i capitomboli.

L’area è quella a cerniera tra i rioni di Panzano e il centro, dove da mesi si attende il cantiere per la realizzazione della maxi-rotatoria sul porticciolo Sauro, all’intersezione tra i viali Cosulich appunto, Verdi e San Marco. Opera che, quella sì, dovrebbe definitivamente fare tabula rasa del problema. Intanto i cedimenti sull’ultima pennellata d’asfalto che ha ricoperto il ponte stanno creando pericolosi intoppi ai passanti e, soprattutto, alle due ruote visto che sul tratto insiste una pista ciclabile. Il cedimento, sul tratto vicino al parapetto che si affaccia al porticciolo Sauro, è molto evidente e le crepe si stanno estendendo.

Un responso sul fenomeno lo aveva già dato, nel 2009, l’ex assessore ai Servizi tecnici Giordano Magrin (Pizzolitto II): «Non ci sono assolutamente problemi di staticità». All’epoca si era provveduto alla manutenzione dello strato superficiale di bitume, con un intervento a caldo affidato a ditta esterna specializzata. Gli avvallamenti vengono provocati dal flusso di marea, che continua a dilavare il fondo sui cui sono fissate le palancole e su cui poggia il ponte. Nel tratto infatti, a cadenza regolare, gli avvallamenti si ripropongono proprio in corrispondenza del punto privo di palancole, poiché insiste il canale.

Ma già nel 1997 (giunta Persi II) il ponte era stato oggetto di un poderoso restyling: in quel caso l’intervento straordinario aveva però riguardato le carreggiate di viale Cosulich, oggi nuovamente oggetto di riasfaltatura. S’erano affossate alla confluenza dei canali de Dottori e Valentinis.

L’infrastruttura, fondamentale snodo viario per la città, risale agli anni Quaranta. Quando fu realizzato il tunnel sotto la Rocca il materiale escavato venne portato nell’area per eseguire l’imbonimento. Già all’epoca si erano presentati i primi problemi, che avevano richiesto negli anni Cinquanta un nuovo, deciso intervento a cura dell’ingegner Ceriani: l’esperto aveva redatto e realizzato il progetto per il ripristino della viabilità tra le zone divise dal canale.

Un’area disgraziata, visto anche i ben più gravi cedimenti dei 200 metri di banchina franata lungo il Valentinis, in direzione centrale A2a. Qui la spesa prevista è di un milione e 700 mila euro e se ne dovrà occupare il Consorzio per lo sviluppo economico. Nel frattempo, non resta che procedere a zig-zag. —


 

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