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Una lettera al prefetto da enti e associazioni: «Blocchi CasaPound»

Una lettera, firmata da enti e associazioni, è stata inviata al prefetto Annapaola Porzio, con la richiesta di vietare «qualsiasi manifestazione di CasaPound a Trieste». «L’Istituto regionale per la...

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Una lettera, firmata da enti e associazioni, è stata inviata al prefetto Annapaola Porzio, con la richiesta di vietare «qualsiasi manifestazione di CasaPound a Trieste».

«L’Istituto regionale per la Storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia (Irsrec Fvg) – si legge nella missiva –, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia - Comitato provinciale di Trieste, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, l’Anpi regionale del Friuli Venezia Giulia, le Associazioni cristiane lavoratori italiani (Acli) regionali e provinciali di Trieste, l’Associazione nazionale ex deportati (Aned), il Circolo della stampa di Trieste, il Circolo Che Guevara, il Centro studi Dialoghi Europei, la Narodna in študijska knjižnica, la Nuova Alabarda, la rivista “Il Ponte Rosso” e la Slovenska Kulturno Gospodarska Zveza (Skgz) chiedono a sua eccellenza Annapaola Porzio di vietare qualsiasi manifestazione di CasaPound a Trieste».

I firmatari proseguono motivando la richiesta: «La città, medaglia d’oro della Resistenza, non può tollerare e subire questo sfregio ed oltraggio da questi epigoni del fascismo che in queste terre ha seminato, dall’incendio del Narodni dom del 1920, violenza, odio, persecuzione e discriminazione delle genti di lingua slovena, ha distrutto il tessuto multietnico e religioso e collaborato con i suoi organi di Stato (ispettorato, banda Collotti) all’eliminazione fisica di ebrei, zingari e resistenti italiani, sloveni e croati in Risiera». Infine, la lettera conclude: «Recenti episodi ed affermazioni pubbliche di CasaPound, aldilà del suo ordinamento statutario, potrebbero giustificare l’applicazione delle norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione». —

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