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Cellulari in classe ma solo se spenti. Alla Randaccio tolleranza zero

I dirigenti degli istituti monfalconesi graduano in modo diverso i controlli. Al liceo chi sgarra può essere sanzionato

Laura Blasich
2 minuti di lettura

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MONFALCONE A Monfalcone i telefonini in classe possono entrare, sia alle medie sia alle superiori. A patto che rimangano rigorosamente spenti durante le lezioni e non servano a effettuare foto o riprese all'interno delle scuole. La regola di fondo, che alle superiori in un non lontano futuro potrebbe subire delle modificazioni (ma per decisione del ministero), viene però declinata in modo diverso.

Di certo quello più rigido è adottato alla media Randaccio di via Canaletto, dove viene confermata la misura introdotta all'inizio del 2017 nel regolamento di Istituto. In sostanza, come conferma la segreteria, il telefonino va depositato nell'apposito contenitore all'inizio delle lezioni. Alla media Giacich i telefonini possono rimanere vicino ai rispettivi proprietari. «Basta che non tengano in tasca i cellulari - spiega la vicaria del dirigente scolastico, Marina Parladori -. Non abbiamo mai avuto grossi problemi, perché il regolamento viene applicato in modo rigoroso e i ragazzi lo sanno. Diciamo poi che le cose si sono normalizzate con il trascorrere degli anni». Al liceo Buonarroti, per regolamento di istituto, l’utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica rappresenta una mancanza disciplinare che, come tale, può essere sanzionata.

Anche all'Isis Pertini l'uso dei telefonini è di fatto vietato, come pure scattare foto o effettuare riprese con gli stessi. «Essere sempre connessi è il mantra dei nostri tempi - spiega però la dirigente scolastica dei due istituti superiori, Anna Russo -. Gli smartphone devono trovarsi a portata di mano continuamente. Eppure nel corso delle giornate ci sono momenti in cui vanno spenti. Tutelare il proprio ed altrui benessere e privacy è un dovere verso se stessi e verso la comunità a cui si appartiene. Educare alla cittadinanza è una responsabilità che l’Isis Pertini e l’Isis Buonarroti si assumono davanti ai propri studenti. Garantire a tutti i ragazzi la possibilità di seguire le lezioni indisturbati è un dovere morale oltreché costituzionale, a cui la scuola non si sottrae».

Come «comunità educante», che comprende alunni, genitori, insegnanti e personale non docente, i due istituti superiori regolamentano quindi l’uso dei dispositivi elettronici. «Per garantire a tutti gli studenti il diritto allo studio è stato deciso, in condivisione con i rappresentanti delle famiglie e degli studenti - prosegue la dirigente scolastica -, che i cellulari devono essere spenti durante le attività didattiche. Un uso didattico dei cellulari potrà essere preso in considerazione nell’imminente futuro, su precise indicazioni ministeriali».

Ormai dei piccoli, ma abbastanza potenti, personal computer, i telefonini sono già in alcuni casi stati utilizzati, su decisione e autorizzazione dei docenti, dagli studenti dell'Isis Brignoli Einaudi Marconi per documentare o realizzare attività didattiche, come rileva il dirigente scolastico Marco Fragiacomo. «Al di là dei divieti, il problema è educare i ragazzi a un uso consapevole e corretto di questi strumenti - afferma - che in sé non sono il male. Nel caso in cui si presenti la necessità, comunque, si sanzionano i comportamenti scorretti. Qualcuno va richiamato, soprattutto in prima». In linea di massima, quindi, anche nell'istituto tecnico industriale e commerciale di Staranzano i telefonini devono rimanere spenti, pur potendo essere impiegati per scopi didattici, ma non devono essere consegnati al docente all'inizio delle lezioni. —




 

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