Costiera turistica, scintille in giunta a Trieste

La strada Costiera di Trieste

La trasformazione della Costiera in “strada turistica” non solo divide i cittadini, ma provoca pure imbarazzo all’interno della giunta Dipiazza. Il vicesindaco Paolo Polidori, infatti, ha lanciato...

TRIESTE La trasformazione della Costiera in “strada turistica” non solo divide i cittadini, ma provoca pure imbarazzo all’interno della giunta Dipiazza. Il vicesindaco Paolo Polidori, infatti, ha lanciato la proposta all’insaputa dell’assessore al Turismo Maurizio Bucci. Che ora avanza più di qualche perplessità sulla trovata del collega leghista. «Non ne so nulla - spiega a chi lo interpella sulla vicenda -. E a dire il vero non so bene cosa si intenda con il termine “strada turistica”».



Quel termine fa venire in mente a Bucci - che è orgoglioso del suo piano del turismo, e da anni come un novello Acab insegue le navi bianche per portarle sulle Rive - iniziative di tutt’altro tipo. «Assieme al Comune di Monfalcone abbiamo aderito a un piccolo progetto europeo volto a trasformare il percorso dell’antica via Flavia in una rotta per turisti che si spostano a piedi. Una cosa che va sempre di moda». Ma tirare in ballo la strada turistica significa parlare d’altro: «È un’ipotesi tecnicamente realizzabile? Spero di sì. Bisogna però rifletterci un po’ su prima: la Costiera è il biglietto da visita della città. Quando faccio promozione di Trieste, io spingo i turisti ad arrivare seguendo quella strada, certo non l’altro accesso principale alla città, che arriva al centro passando dalla zona industriale».

Senza approfondimenti ulteriori, prosegue Bucci, «strada turistica resta un’espressione un po’ impegnativa, ma che in sé non vuol dire niente. Non basta fare dei parcheggi per creare una strada turistica. Quello lo chiedono i cittadini per andare al bagno. Il turismo è altro. È una scienza, non si basa sull’improvvisazione».

I dubbi di Bucci trovano sponda anche nei commenti degli esponenti dell’opposizione. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Paolo Menis dichiara: «Credo che la posizione espressa dalla nostra presidente di circoscrizione (Laura Lisi, che ha definito l’ipotesi suggestiva ma irrealizzabile, ndr) sia condivisibile. In sé l’idea è bella, ma bisogna fare i conti con la realtà. Di certo va trovata una soluzione per aumentare il numero dei parcheggi». Ma, prosegue Menis, «se si tocca anche la viabilità bisogna fare un ragionamento complessivo»: «Ricordo che per le maratone della Bavisela si facevano delle chiusure eccezionali, e si può anche pensare a farne una domenicale ogni mese nel periodo estivo. Ma la Costiera resta una delle due arterie di accesso a Trieste, impattare sullo scorrimento di quel traffico rischia di rivelarsi impraticabile».

Così invece il vicecapogruppo del Pd Giovanni Barbo: «L’altro giorno in commissione mi ha colpito come l’assessore Bucci sembrasse non saperne nulla. Penso che l’assessore al Turismo dovrebbe essere coinvolto in un’iniziativa simile». Prosegue ancora Barbo: «L’idea in sé non mi pare sbagliata, ma penso vadano fatte delle valutazioni sui flussi di traffico. Se la gente che spostiamo dalla Costiera poi confluisce su Strada del Friuli è un problema. Insomma, quella di Polidori è un’uscita estemporanea, senza uno studio dietro». Analoga la posizione di Maria Teresa Bassa Poropat di Insieme per Trieste: «Per ora mi pare solo una risposta alle proteste per i parcheggi, non c’è uno studio dietro. Al momento mi sembra avveniristico». —


 

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