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Rivolta contro i 400 residenti "vip" che vogliono cambiare la strada costiera

Bocciata da molti l’opzione che prevede nuovi parcheggi, corsie più strette e ciclabile. No anche dalla circoscrizione

2 minuti di lettura

Nuovi parcheggi lungo la strada Costiera

TRIESTE È scontro sulla proposta di rendere la Costiera una strada “turistica”. Un’ipotesi lanciata dal vicesindaco Paolo Polidori e caldeggiata da alcuni residenti “vip”, capitanati dal giallista Veit Heinichen, ma bocciata senza appello da molti altri triestini, critici sull’impatto che una simile opzione finirebbe per avere sui loro spostamenti e, più in generale, sulla circolazione in entrata e uscita dalla città. Il progetto infatti prevederebbe una carreggiata più stretta e limiti di velocità più rigorosi, a fronte della creazione di nuovi parcheggi e di una pista ciclabile.

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«Sono assolutamente favorevole - dice subito Alex Benvenuti, direttore dell’hotel Riviera - non tanto per i parcheggi, che noi abbiamo già ma servirebbero invece agli stabilimenti balneari, quanto perché si potrebbe valorizzare a livello turistico una strada spettacolare. Penso ad esempio alla bellezza di creare lì una pista ciclabile. Spero davvero che il progetto si realizzi». Concorda, ma con riserva, Aljosa Paolina della Trattoria Bellariva, ai Filtri. «Di sicuro una soluzione va trovata perché le multe di quest’estate ci hanno fatto perdere il 50% dei clienti - dice -. Creare posti auto va bene, così come diminuire la velocità, ma è necessario anche che ci siano i controlli: al momento infatti non ce sono e la strada di notte e alle prime ore del mattino è una pista di Formula 1. Se si mettono cartelli ma poi non si monitora con attenzione, non serve a nulla. Sarebbe uguale a prima, almeno sul fronte sicurezza».

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Invita a riflettere sulle conseguenze legate alla viabilità Laura Lisi, presidente della Terza circoscrizione. «Sarebbe una soluzione fantastica, una magia pensare di percorrere in bici la strada con quella bellissima vista, magari con i figli, senza rischiare di vedersi sfrecciare le auto accanto, ma dobbiamo essere realisti. Un’ arteria così importante di ingresso e uscita dalla città non si può modificare. Dove si ipotizza di dirottare le auto, su Strada del Friuli? Impossibile. Penso che un’opzione valida sia quella di organizzare di tanto in tanto in Costiera eventi senz’auto, per esempio una domenica “alternativa” al mese, o più di frequente nel periodo estivo, per viverla in modo diverso. D’ altra parte i problemi segnalati emergono solo tre mesi all’ anno. Per il resto c’è bisogno che continui a fare il suo compito di arteria fondamentale, per chi arriva o esce dalla città».

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Ancora più contrari molti altri cittadini, che hanno affidato al web la loro rabbia verso le richieste dei residenti. «Poveri miliardari che abitano in Costiera - scrive ironicamente Maurizio sulla pagina internet del Piccolo - come faranno? Coraggio». «Forse non vi rendete conto evidenzia un altro utente - di cosa comporterebbe l’applicazione di questa proposta: l’intasamento delle altre strade che scendono dall’altipiano verso la città». «Io lascerei tutto così come sta - commenta Donatella - cercando di creare parcheggi che, in fondo, servono solo per la stagione estiva».«Se dovesse andare in porto l’opzione turistica, gli stalli di sosta dovranno comunque essere a pagamento - suggerisce ancora un altro utente - e con contrassegno per una sola auto per i residenti, come in centro città. Altrimenti voglio anch’io, che abito proprio in centro, il parcheggio libero, visto che non se ne trova uno neanche a morire».

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Considerazioni che non vanno giù a molti residenti, tra cui Elena Dragan, che ha consegnato la petizione con le 400 firme in Comune insieme ad Heinichen. «Non ci consideriamo vip o privilegiati. Siamo persone che vivono qui tutto l’anno e che in alcuni casi si sono viste rifiutare permessi per realizzare passi carrabili o accessi - chiarisce Dragan -. Nuove soste regolari sono fondamentali. In più non siamo solo noi a sentire l’esigenza di nuovi parcheggi e di una viabilità più sicura, ma anche i bagnanti che frequentano la zona, che faticano ad attraversare la strada, a trovare uno spazio per il proprio mezzo, così come i ciclisti, continuamente a rischio visto quanto corrono le auto. Il traffico più consistente si potrebbe dirpttare su altri assi soprastanti. Voglio ricordare inoltre - conclude - che a luglio con una lettera rivolta anche al vicesindaco, abbiamo proposto un progetto molto simile a quello annunciato poi da Polidori, con lo slogan “bellezza fa rima con lentezza e sicurezza”». —


 

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