Trieste, disgelo tra Comune e liceo per la mostra sulle leggi razziali del '38

L’assessore alla Cultura scrive alla scuola e ufficializza l’ok alla coorganizzazione. Scatta la ricerca di una sala municipale per ospitare l’esposizione. Risiera la più quotata

TRIESTE Dopo le polemiche, arriva ora l’attesa schiarita. Salvo incidenti di percorso dell’ultimo momento, la mostra degli studenti del liceo triestino Petrarca “Razzismo in cattedra” verrà allestita in una sala comunale e l'iniziativa verrà organizzata proprio con il Comune di Trieste. Ieri mattina, infatti, dagli uffici dell'assessorato alla Cultura è stata inviata una lettera alla dirigenza del liceo di via Rossetti. Lettera in cui si comunica la disponibilità a reperire una sala idonea ad ospitare l’esposizione e, cosa molto importante, a concedere la coorganizzazione della mostra. Proprio quest’ultima condizione era il tassello mancante, o il passaggio inceppato davanti a quel manifesto che ormai ha fatto il giro d'Italia, e nel quale il sindaco aveva letto dei toni troppo “duri”.

La coorganizzazione prevede vi sia una condivisione anche del materiale utilizzato per promuovere l'iniziativa, e una corresponsabilità per quello che si va ad esporre e proporre. Una formula che consentirà al Petrarca di godere gratuitamente di una sala istituzionale e di poter contare sull'amministrazione comunale per la stampa di inviti, locandine o altro materiale sul quale verrà trovato un accordo. «Nella comunicazione che ho inviato al Petrarca ho rinnovato la disponibilità del Comune a coorganizzare la mostra nei tempi e nei modi che loro riterranno più opportuni - spiega Giorgio Rossi -. Ho messo a disposizione le nostre sale istituzionali, evidenziando anche la possibilità di esporre la mostra alla Risiera di San Sabba, un contesto che a mio avviso si presta ad ospitare quell'iniziativa. Attendo ora da loro indicazioni».


«Ho apprezzato questa comunicazione dell’assessore, ci stiamo avviando verso la soluzione, alla fine, auspicata da tutti. È una bella notizia - afferma la preside del liceo, Cesira Militello -. Ora mi confronterò con gli altri promotori della mostra (Dipartimento di Studi umanistici dell'Università, Comunità ebraica di Trieste e Archivio di Stato , ndr) sull’ipotesi Risiera, sulle date disponibili e sui dettagli organizzativi» .

Parallelamente, mentre arrivano richieste da altre città di ospitare la mostra, inizia già a prendere forma la trasferta a Milano, prima città a offrire disponibilità al progetto “Razzismo in cattedra”. «Ma prima verrà esposta a Trieste», assicura la dirigente.

Il rebus da sciogliere al più presto resta dunque quello della sede. Quando erano emersi i primi ostacoli, a dare immediata disponibilità per ovviare allo stop sulla Sala Veruda era stata la Comunità ebraica, che aveva offerto le sale del Museo ebraico. Era emersa però fin da subito la volontà, anche da parte dei liceali, di reperire una sala più centrale, di maggior visibilità e non all'interno di un contesto così circoscritto. La volontà è quella di disporre di una sala di più semplice fruibilità. Sarà da valutare se la Risiera risponda a queste caratteristiche. Soluzioni ideali potrebbero essere Palazzo Gopcevich o il Magazzino delle Idee, che però fa capo alla Regione. Nei giorni scorsi, quando non c'erano state ancora comunicazioni ufficiali da parte del Comune, la scuola aveva provato a cercare una sala alternativa, rivolgendo l’attenzione, ad esempio, alla Filoxenia della Comunità greco-ortodossa, interessata però da lavori, e ad altri spazi in Largo Papa Giovanni. A questo punto, però, non servirà più cercare. —


 

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