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Uccise il figlio adottivo, condannato a vent'anni

La sentenza nell'appello bis per Andrei Talpis: l'episodio accadde nel 2013 a Remanzacco

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UDINE La Corte d'Assise d'Appello di Venezia ha condannato oggi martedì 18 settembre a 20 anni di reclusione Andrei Talpis, il muratore di origini moldave che la notte del 26 novembre 2013 a Remanzacco colpì a morte con un coltello da cucina il figlio adottivo Ion. L'uomo era accusato dell'omicidio del figlio adottivo e del tentato omicidio della moglie.

Quella notte il muratore era tornato a casa ubriaco e aveva avuto un alterco con la moglie. Ion era intervenuto in difesa della madre ed era rimasto colpito mortalmente.

La sentenza è stata emessa al termine del processo d'appello bis celebrato dopo che la Corte di Cassazione aveva accolto il ricorso presentato dall'avvocato della difesa Roberto Mete e annullato la condanna all'ergastolo pronunciata dal gup del tribunale di Udine nel 2015 e confermata dalla Corte d'assise d'appello di Trieste nel 2016. La Cassazione aveva accolto il motivo di impugnazione proposto dalla difesa per cui l'uccisione del figlio adottivo, a rigor di codice, non prevedeva la pena massima. La Cassazione aveva dunque annullato la sentenza e rinviato il processo alla Corte d'Assise d'Appello di Venezia, chiamata solo a rideterminare la pena secondo i parametri esposti dalla Cassazione senza entrare nel merito della vicenda.

L'avvocato Samantha Zuccato, legale della moglie parte civile, aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale censurando la disparità di trattamento tra figli naturali e figli adottivi prevista dal codice penale. La Corte non ha preso in considerazione la questione.

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