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Curia e sinistra fanno muro contro il corteo di CasaPound

Monsignor Malnati, braccio destro del vescovo di Trieste Crepaldi: «Scandaloso un raduno qui». Serracchiani e De Monte del Pd: «I rappresentanti delle istituzioni democratiche intervengano»

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TRIESTE Tanto la Chiesa quanto il centrosinistra di Trieste e del Friuli Venezia Giulia fanno muro contro la prospettiva di un corteo nazionale di Casapound il 3 novembre nel capoluogo Fvg. Le reazioni giungono dopo l’annuncio del capo del movimento fascista Gianluca Iannone, affidato alla Rete nei giorni scorsi.

Don Ettore Malnati, braccio destro del vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, ha commentato intervenendo ai lavori di apertura del 51esimo Incontro di studi delle Acli: «Trieste è una città che ha sofferto. Il 3 novembre, è la festa di San Giusto, patrono della nostra città. E noi dovremo vedere un simile raduno nazionale in questo luogo, che ha subito il martirio nazista? Da democratici, da cittadini e da cristiani dobbiamo dire loro “alt” e rispettare la dignità della nostra città». E ancora su Twitter: «Credo sia scandaloso permettere una manifestazione neonazista a Trieste dove i nazisti hanno torturato in piazza Oberdan, nella cosiddetta Villa triste di via Bellosguardo e torturato, soppresso, eliminato o istradato ebrei, zingari e omosessuali dalla Risiera verso i campi sterminio».

Dura anche la condanna della parlamentare triestina dem Debora Serracchiani: «C’è parecchio da riflettere e da preoccuparsi se i movimenti neofascisti cominciano a considerare Trieste luogo prediletto per raduni e azioni dimostrative». Prosegue Serracchiani: «Questo ci rimanda indietro ad anni bui, in cui il “fascismo di frontiera” nella Venezia Giulia si esercitava nelle peggiori pratiche di violenza e intolleranza, prima che nel resto del Paese». E ancora: «Non dimentichiamo mai che Trieste è diventata grande – ammonisce Serracchiani – quando ha saputo attrarre genti diverse, farle convivere e integrarsi in un tessuto civile. E sempre Trieste è precipitata nella chiusura e nel baratro del sangue quando è stata presa nella morsa delle dittature, a cominciare dal fascismo». Questa la conclusione: «Auspico che i rappresentanti delle istituzioni democratiche sapranno e vorranno isolare chi incarna ideali di “terra e sangue”. Gravissimo sarebbe se arrivasse loro il segnale che Trieste e il Fvg sono terre ospitali verso i neofascisti».

All’appello alle istituzioni si unisce anche l’europarlamentare Pd Isabella De Monte: «A breve ricorderemo la proclamazione delle infami leggi razziali a Trieste. Che CasaPound scelga proprio Trieste per manifestare inneggiando ad anni bui e devastanti per il nostro Paese, annunciandolo a pochi giorni di distanza dal 18 settembre, è sconcertante. Sarebbe ancora più sconcertante se qualcuno, tra i rappresentanti della Lega e del centrodestra che governano Trieste e la Regione, facesse il finto tonto e si lavasse le mani parlando delle solite bravate di qualche ragazzotto un po’ esagitato. Dicano qualcosa, si indignino anche loro. La misura è colma».

Così la presidente Acli Fvg Erica Mastrociani: «Le Acli devono assumersi il coraggio della scelta. Finora l’Europa è stata l’unica garanzia di pace, che a Trieste come dimostrato dalla storia non è scontata. Chiudo citando Carlo Levi: “tutti coloro che dimenticano il proprio passato sono condannati a riviverlo”». Quanto alla sinistra radicale, il movimento anarchico è orientato a confermare la manifestazione già indetta (prima dell’annuncio di CasaPound) a Gorizia per il 3 novembre alle 15: un corteo «contro la retorica nazionalista, in ricordo dei disertori, renitenti fucilati». Altra parte del movimento antifascista, invece, valuta un controcorteo a Trieste. Dichiara infine il segretario del Pci Trieste Paolo Iacchia: «Chiediamo a tutte le autorità italiane di vietare questa offesa ai cittadini democratici e a Trieste». —


 

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