La “rinascita” di Rita: «Sarò al palazzetto per l’esordio dell’Alma e in aprile a Genova»

Parla Giancristofaro, sopravvissuta al crollo del ponte Morandi. «Il 14 agosto? Un boato fortissimo e poi la strada che cadeva giù» 

TRIESTE Il sorriso le compare subito sul volto quando parla della “sua” Alma. «Per la prima partita, anche in sedia a rotelle, sarò al palazzetto, già mi sono persa tutte le amichevoli». Rita Giancristofaro, la 41enne triestina d’adozione sopravvissuta al dramma del crollo del ponte Morandi a Genova, è ricoverata all’ospedale Maggiore da giovedì scorso, dopo il trasferimento dal capoluogo ligure.



Torniamo indietro al 14 agosto. Erano le 11.36 quando insieme al fidanzato, Federico Cerne, stavate andando per la prima volta a Genova. Cosa ricorda di quel momento?

Eravamo in vacanza ad Albissola e visto il tempo avevamo deciso di andare a vedere l’acquario. Pioveva molto, stavo guardando i biglietti sul cellulare quando siamo usciti dalla galleria, poi ad un tratto ho sentito un boato fortissimo, la strada crollava. Mi sono risvegliata quando ho sentito parlare un poliziotto della Stradale, poi sono arrivati i Vigili del fuoco che ci hanno tirato fuori dalla macchina.



Ha avuto modo di incontrarli durante il ricovero, com’è stato?

Ho rincontrato tutti, dai poliziotti agli operatori del 118 e al personale del pronto soccorso. Sono stata fortunata perché ho trovato nell’ospedale Galliera una struttura molto organizzata e tutti si sono dati subito molto da fare, con gli operatori e i medici che hanno allungato anche i turni per far fronte all’emergenza. Il direttore sanitario mi veniva a trovare tutti i giorni, mi hanno salvato la vita e mi hanno fatto sentire a casa.



Ha avuto modo di vedere i video e le foto del crollo?

Ho visto dal cellulare il ponte e qualche video, non mi hanno fatto un grande effetto, dalle immagini poi non si ha la percezione di quanto fosse alto.

Oltre ai danni fisici, tra i quali la rottura di ulna e radio, lo schiacciamento di un polmone e del femore, a livello psicologico come sta affrontando questa disgrazia?

Mi sto concentrando sull’aspetto fisico perché stare a letto per una persona come me è una tortura, così come dipendere da altri. Ho avuto incontri con gli psicologi, ma al momento la reazione è positiva, in un mese ho avuto una sola giornata difficile legata soprattutto alla voglia di avere qualche progresso. Non sempre si può avere il sorriso, qua però sono circondata dagli amici, una processione continua che mi stanca, però mi tirano su di morale ed è importante.

Il palazzetto è una delle priorità, poi però ci sono il lavoro e la corsa.

Da libera professionista non posso dire di essere super serena, però ho tanti colleghi che per fortuna mi stanno dando una mano con la mia agenzia immobiliare. Non vedo l’ora anche di riprendere a correre perché ad aprile andrò a Genova per la mezza maratona. So che si stanno allenando in tantissimi, ad esempio il personale del Galliera e molti amici che vogliono venire con me. Devo anche vedere la città e l’acquario visto che i Vigili del fuoco ci hanno portato i biglietti, per non lasciare nulla in sospeso. Poi l’Alma: quest’anno ci siamo rinforzati e la salvezza dovrebbe essere alla portata, speriamo si crei un gruppo come quello dello scorso anno.

Genova viene descritta come una città fredda.

Io ho sentito molto calore. So che in molti hanno messo a disposizione le seconde case per gli sfollati e in tanti si erano messi in fila per donare il sangue. Del resto quel ponte lo percorrevano tutti almeno un paio di volte al giorno. Anche a Lanciano dove sono nata mia mamma e mio fratello vengono continuamente fermati per strada per sapere come sto. Purtroppo non ho risposto a tutti quelli che mi hanno scritto, spero non si offendano, ma con le braccia in gesso (lo dice sorridendo, ndr) non è proprio facilissimo. Tanto calore anche a Trieste che ormai dopo 22 anni è la mia città. Onestamente non mi aspettavo tutta questa solidarietà e forse non mi rendo neanche bene conto di quello che è successo e la straordinarietà dell’evento. —

 

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