Entro la fine di febbraio arriverà la risposta alla candidatura Unesco del Collio-Brda

il dossier CORMONSIl dossier della candidatura Collio-Brda a Patrimonio dell’Unesco verrà presentata alla Tentative-List entro la fine dell’anno. Lo ha annunciato nel corso della conferenza di...

il dossier

CORMONS


Il dossier della candidatura Collio-Brda a Patrimonio dell’Unesco verrà presentata alla Tentative-List entro la fine dell’anno. Lo ha annunciato nel corso della conferenza di apertura della Festa dell’Uva il consigliere regionale Diego Bernardis, che per primo da sindaco di Dolegna ha messo in campo, ormai quattro anni fa, l’idea. Bernardis ha anche aggiunto come ci sia la speranza «di veder riconosciuto il via libera alla domanda di ingresso nella List entro la fine di febbraio 2019».

C’è fiducia, tra gli addetti ai lavori, e Bernardis non lo ha nascosto: «Abbiamo buone possibilità di riuscita perché si tratterebbe della prima candidatura transfrontaliera a livello italiano: c’è stato solo un precedente riguardante un’area svizzera che ha un costone appartenente alla provincia di Varese, ma qui la trasversalità internazionale è uno dei punti forti del dossier. I tempi poi per ricevere un definitivo sì o un no alla candidatura? Dipenderà da quanto saremo bravi e veloci. Intanto possiamo dire con certezza che tutta la nostra documentazione per ottenere l’ingresso in Tentative sarà inviato all’Unesco entro fine dicembre. E la Regione ci sta mettendo molto del suo».

La prossima settimana l’assessore alla Cultura Tiziana Gibelli porterà in votazione una delibera ad hoc che riconosce statuto e regolamento dell’associazione temporanea di scopo che oltre ai soggetti pubblici interessati sarà aperta anche ai privati.

Per il territorio, l’intervento di Bernardis è stato indubbiamente il passaggio più significativo del convegno. Un contributo è stato dato anche dagli assessori regionali Sergio Emidio Bini (Turismo) e Sefano Zannier (Agricoltura). In particolare, sottolineando l’importanza del territorio-Collio nell’economia turistica del Friuli Venezia Giulia, Bini ha parlato del valore dell’enogastronomia («Il 25% dei turisti decide la meta in base a come si mangia e si beve»), e della necessità di «promuovere le bellezze naturalistiche del Collio, i suoi vini ed i suoi prodotti tipici». Così poi è stato al termine della conferenza, quando in piazza XXIV Maggio – illuminata dai videomapping storici di Tocs di Cormons – è stata allestita una degustazione dei prodotti delle aziende Zoff, D’Osvaldo, Felchero e Blasizza tra formaggi, insaccati e stuzzichini, con la compartecipazione di quell’Enoteca che diventerà Centro di valorizzazione del Collio.

Di questo ha parlato il vicepresidente della Camera di Commercio Gianluca Madriz («Fosse per me, tra sei mesi sarebbe tutto fatto, ma ci sono tempistiche e burocrazia di mezzo da rispettare»), mentre il sindaco Roberto Felcaro ha evidenziato il ruolo centrale che deve avere Cormons in quest’area: «È uno degli obiettivi che stiamo perseguendo come amministrazione - ha detto -. Il territorio è unito e come tale vuole presentarsi».

Un contributo dialettico è stato portato anche da Robert Princic,presidente del Consorzio Collio, e da Roberta Demartin, presidente della Fondazione Carigo, mentre l’assessore Zannier ha invitato i produttori del territorio «a lavorare di squadra sempre più» .

Interessanti anche i dati snocciolati da Bini sul turismo regionale: «Non sono ancora definitivi, ma rendono l’idea: nel periodo maggio-agosto 2018 la montagna ha avuto un +10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con le città che hanno fatto il boom. Trieste registra un +6%, Gorizia addirittura +30%». La Festa dell’Uva, dunque, è iniziata sotto i migliori auspici. —



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