Schianto ai Filtri, il fratello del pilota: «Sbalzato fuori bordo dallo scoppio»

Il 48enne è ancora sotto choc. Parla il parente: «Non ha abbandonato l’imbarcazione. La fiammata l’ha avvolto»

Trieste, motoscafo contro un muro: il momento dello schianto

Trieste, il motoscafo impazzito brucia in spiaggia

TRIESTE «Non si è buttato in mare abbandonando l’imbarcazione, ma è stato scaraventato dall’esplosione. E la fiammata gli ha avvolto il corpo». Paolo Muscovi, il quarantottenne al comando della barca che sabato pomeriggio si è schiantata sugli scogli a pochi metri dai bagnanti, è ancora sotto choc e preferisce restare in silenzio. A parlare è quindi il fratello Stefano, che chiede di far chiarezza sul caso. Un incidente che, a vedere i video registrati da chi ha assistito alla clamorosa scena dell’imbarcazione impazzita che punta sulla riva, poteva finire peggio.


Paolo Muscovi fortunatamente è salvo. Ha ustioni su quasi tutto il corpo, ma di primo grado, dunque non molto gravi. È stato già dimesso dal Pronto soccorso. Quanto accaduto l’ha scosso, come immaginabile. Soprattutto perché qualcuno, in spiaggia, poteva essere travolto.

Ma cosa è successo esattamente? Lo spiega Stefano, che si è confrontato con il fratello per ricostruire quei veloci fotogrammi.



Erano circa le 15, su questo non ci sono dubbi. Muscovi era a bordo della sua barca: stava arrivando da Porto San Rocco, dove aveva appena fatto il pieno di benzina, e si dirigeva verso Sistiana per ormeggiare. Con l’intenzione, però, di fare prima un bagno all’altezza dei Filtri. È in quel momento che un’imbarcazione più grossa, che stava uscendo dal porticciolo di Santa Croce, ha creato un’onda «importante», sottolinea Stefano. «L’onda, quando ha raggiunto Paolo, ha fatto sobbalzare la sua barca». Il movimento improvviso avrebbe causato una perdita di carburante originando l’esplosione del serbatoio, si presume. «Lo scoppio ha lanciato mio fratello in mare. Le fiamme lo hanno avvolto». Dai video il fuoco però non si nota, ma le ustioni sono state confermate da fonti ospedaliere.

Trieste, motoscafo impazzito si schianta in spiaggia ai Filtri



Stando a quanto riferito dal familiare, Paolo aveva al polso il cordino di sicurezza, quello collegato al motore che consente di spegnere la barca in caso di emergenza. Ma allora perché il mezzo non si è bloccato? «Forse il cordino si è bruciato con la vampata o si è sfilato...», risponde Stefano.

«Comunque - riprende - i soccorritori a bordo di un’altra barca, quelli che hanno ripescato dal mare mio fratello riportandolo poi a riva, hanno affermato di aver sentito il botto e di aver visto il pilota che cadeva in mare».

Trieste, quel che resta del natante schiantatosi ai Filtri


L’uomo era in acqua con l’imbarcazione pericolosamente fuori controllo. Il mezzo ha compiuto una traiettoria circolare attorno ai mitili e vicino ad altre barche, per poi finire la propria corsa sulla riva e incendiarsi. La dinamica dell’incidente sarà oggetto di accertamenti. «Ma - precisa ancora il fratello del quarantottenne - non ci risulta che ci sia un’inchiesta penale, né una denuncia».

Intanto, in attesa che il relitto venga rimosso, ieri ai Filtri tutto è tornato alla normalità. Alcuni dei bagnanti presenti hanno assistito alla scena di sabato. «Qualcuno ci ha protetto dall’alto - sospira Iolanda Antonaz, proprietaria della trattoria Bellariva - perché quella barca era lanciata verso di noi e alla fine qualcosa l’ha fatta deviare. In mare c’erano tante persone, poteva andare peggio». Spartaco Barbo e la moglie Chiara Bosio, sono invece due habitué. «Siamo arrivati quando tutto era finito -ricordano -, c’erano anche i vigili del fuoco, hanno lavorato con serietà».

Il relitto è stato messo in sicurezza, sono stati rimossi gli inquinanti e il motore distrutto dalle fiamme. Quel che resta dovrebbe essere portato via nei prossimi giorni dalla Capitaneria di porto, intervenuta anche subito dopo l’incidente insieme alla polizia e a un’ambulanza. —


 

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