Spiaggia mobilitata per aiutare la tartaruga ma l’esemplare muore prima dei soccorsi

La catena di solidarietà dei bagnanti per tenere a galla l’esemplare di Caretta Caretta. Secondo il veterinario era già deceduta

MONFALCONE C’avevano sperato fino all’ultimo, particolarmente i più piccoli. Invece a riva, la grande Caretta Caretta (per tutti la tartaruga marina più comune sui nostri mari), è approdata già cadavere. Fosse moribonda fino a qualche istante prima oppure deceduta ormai da un pezzo e chissà per quali cause lo accerterà con precisione un veterinario dell’istituto zooprofilattico. Della movimentata mattinata di ieri, a Marina Julia, resta comunque la sorprendente catena umana che ha mobilitato a turno almeno una ventina di persone, distolte dalla tintarella post ferragostana, per tentare di dare soccorso alla povera creatura.

Avvistata attorno alle 9 da un ragazzo che si trovava in acqua, più o meno a venti metri dalla battigia, l’anziana tartaruga, che da una prima ispezione pare avesse almeno vent’anni, ha catalizzato subito l’attenzione dei bagnanti. Questi ultimi, infatti, si sono subito lanciati nell’attivazione dei soccorsi e, a rotazione, hanno tentato di mantenere a galla il carapace. Grande delusione, quindi, nel veder arrivare la Guardia costiera solo un’ora e mezza dopo, ma la squadra a mare era impegnata in due soccorsi in contemporanea e, comunque, come viene fatto rilevare, «l’organo non è competente nel recupero e soccorso di animali marini», per i quali deve procedere specifica autorità, come appunto l’istituto zooprofilattico. Mentre per il ritiro della carcassa s’è attivata l’azienda sanitaria.


A fronte però di una situazione parsa fin dall’inizio estremamente grave e con tutta probabilità non conoscendo le prassi in questi casi tra i bagnanti s’era levato un certo malumore, provocato dal dispiacere nel veder ridotta in quello stato la grande Caretta Caretta. «Personalmente – racconta Serena Iannone – ho chiamato pure la riserva di Miramare e la clinica Timavo che m’’ha rimandato al centro faunistico di Baradel a Fossalon, aperto però solo dal pomeriggio. Altri hanno allertato la Capitaneria. Veniva richiesto se l’esemplare fosse vivo o meno. Pareva di sì perché apriva e chiudeva gli occhi. E sembrava sbattesse pure le pinne. Invece, stando all’esame successivo del veterinario, era morta forse già da un po’...». Era infatti il moto ondoso a conferire l’impressione. «Chiedevamo un pronto intervento che, però, tanto pronto non è stato – conclude la donna – visto s’è visto arrivare qualcuno dopo 45 minuti dalla mia telefonata; e c’era chi aveva chiamato già alle 9... Ho visto parecchia delusione tra i bimbi. Non tutti hanno capito». Zero happy end alla Disney: la Caretta è finita in un sacco nero. Forse aveva ingerito un amo. Magari era arrivata al capolinea. Stavolta, purtroppo, la solidarietà è stata vana. –
 

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