Binario Campo Marzio-Opicina riaperto nei primi sei mesi 2019

I quindici chilometri tra mare e Carso sono fuori esercizio da quattro anni a causa di cedimenti nelle gallerie. Futuro con treni merci e carrozze “storiche”

TRIESTE Rfi (Rete ferroviaria Italia, gruppo Fs) conta di rimettere in esercizio la tratta ferroviaria Campo Marzio-Rozzol-Opicina entro il primo semestre del 2019.

La comunicazione è ancora ufficiosa ma affidabile: anzi, secondo altre fonti, ci sarebbe la possibilità che il cantiere si concluda addirittura prima, tra la fine del corrente anno e lo scorcio iniziale del prossimo. Il recente incidente - verificatosi sulla linea nella mattinata di giovedì 26 luglio quando due carrelli si sono scontrati vicino alla stazione Rozzol-Montebello provocando il ferimento di tre operai - ha rallentato un po’ i lavori ma non ha pregiudicato l’intervento di ripristino dello storico binario che si snoda per una quindicina di chilometri, dai 3 metri slm di Campo Marzio e i 310 metri di Opicina.


L’utilizzo della tratta era stato sospeso nel giugno 2014 a causa di alcuni cedimenti delle gallerie: Rfi ha deciso di riattivarla sia per il trasporto dei passeggeri che delle merci. Un servizio - diciamo - ausiliario rispetto alla galleria di circonvallazione che collega Campo Marzio a Trieste Centrale: l’idea è di fruire della linea per la manovra di locomotori o di convogli “leggeri”, che possano affrontare senza grandi problemi la forte pendenza del 25 per mille.

A questa “missione” logistica si accompagna invece la volontà di rilanciare i treni “storici” da/per Campo Marzio, di cui la Fondazione Fs sta curando il refitting: giusto a un mese fa risale la presentazione dell’operazione alla presenza del governatore Massimiliano Fedriga e del direttore dell’istituzione ferroviaria Luigi Francesco Cantamessa. Tra le iniziative programmate il “rondò” triestino, una passeggiata in treno toccando alcuni storici reperti ferroviari: in uscita da Campo Marzio il binario supera la galleria di San Giacomo, si accosta alla stazione di Rozzol-Montebello, solca la galleria Revoltella, arriva alla stazione di Guardiella, si inerpica verso la galleria di Pischianzi per raggiungere la meta di Villa Opicina.

Bene: Campo Marzio è destinata a diventare uno splendore, Guardiella è ancora in piedi, Opicina più o meno funziona, ma pensare a una gita ferroviaria con romantica fermata a Rozzol-Montebello implica un titanico esercizio di fantasia. Questo è un problema che Rfi non può non considerare: la graziosa stazione dei primi Novecento, situata tra l’ippodromo e Cattinara, giace in condizioni disastrose, preda dell’incuria, della sporcizia, del vandalismo. La gentile pensilina, che ancora nella seconda metà del decennio Duemila si poteva dilettevolmente visitare, è avvicinabile da passeggeri ferroviari solo se equipaggiati con machete. L’attuale proprietario, l’impresario edile Claudio De Carli, la acquistò una decina di anni fa nel quadro di un progetto immobiliare andato a rotoli. Adesso è disposto a rivendere la stazione e il terreno adiacente per 800 mila euro. —

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