Genova, la compagna di Cerne operata di nuovo all'addome. I medici: «Intervento positivo»

Foto di Andrea Lasorte

Per Rita Giancristofaro permane però «preoccupazione per la situazione respiratoria». Intanto al Palasport di Trieste spunta uno striscione dei tifosi della Curva Nord in sostegno dei due triestini ancora ricoverati a Genova

TRIESTE Rita Giancristofaro, l'agente immobiliare 41enne residente a Trieste ma originaria dell'Abruzzo, rimasta gravemente ferita nel crollo del ponte Morandi a Genova, ha subìto una nuova operazione questo pomeriggio. «L'intervento è stato positivo», ha affermato Giuliano Lo Pinto, il direttore sanitario dell'ospedale Galliera, dove è ricoverata la donna. «La situazione riguardante addome e fratture è sotto controllo - ha aggiunto -. Permane però preoccupazione per la situazione respiratoria. Comunque le condizioni generali sono stabili». Per ora la paziente rimane in Rianimazione, non è ancora fuori pericolo. Giorno per giorno si deciderà sul da farsi. Le condizioni invece del compagno Federico Cerne, 34 anni,  massofisioterapista dell’Alma pallacanestro, che si trova nel nosocomio Villa Scassi, continuano a migliorare. 

Intanto a Trieste i tifosi e colleghi dei due giovani si sono dati da fare per sostenerli da lontano. «C'è una città che tifa per voi. Ucio e Rita non mollate!». Gli amici e i colleghi di lavoro hanno voluto sostenerli anche da lontano, dalla loro città, attraverso questo emozionante messaggio.

Sono passati due giorni dal disastro di Genova e i due giovani rimasti coinvolti nel disastro di Genova non sono ancora rientrati a Trieste. La coppia il 14 agosto era in vacanza in Liguria, ad Albissola Marina (Savona), dove Cerne ha degli amici di famiglia. Al momento dell’incidente, come ha spiegato ieri al Piccolo Mauro Cerne, i due triestini stavano andando a visitare l’Acquario di Genova.

Proprio ieri pomeriggio il poliziotto che il 14 agosto ha estratto dalle macerie Federico e Rita è andato a cercare il papà in ospedale per raccontargli qual è stata la dinamica che ha coinvolto i due giovani. E' emerso così che l'auto con a bordo i due triestini si trovava sopra il ponte e non sotto. «Questo poliziotto è un ragazzo giovanissimo, una persona splendida, ci siamo abbracciati e abbiamo pianto - ha affermato il padre di Cerne emozionato -. Mi è venuto a cercare in ospedale. Mi ha detto che ha estratto Federico e Rita dalla macchina, che è diventata alta un metro e 50. L'auto si trovava su un tratto del ponte che è caduto in verticale e non in obliquo. Hanno fatto un volo di 45-50 metri. Sono dei miracolati, perché tutte le persone attorno a loro purtroppo non ce l'hanno fatta».

Secondo i primi ricordi del giovane invece lui e la sua compagna, quella maledetta mattina di martedì scorso, si sarebbero trovati sotto il ponte. «E' improbabile - aveva però commentato il padre - perché quella zona è un rione di periferia che non viene utilizzata per raggiungere l'Acquario, ora è comunque difficile capire com'è andata, avremo tempo nei prossimi giorni per scoprirlo». 

Il padre di Federico è arrivato a Genova la sera di martedì 14 agosto, verso le 19.30. «Mio figlio - aveva confessato - è sotto effetto dei medicinali, mi ha riconosciuto, mi chiesto come stavo, voglio riportarlo a Trieste il prima possibile».

Giancristofaro, che ieri in mattinata è stata raggiunta dai parenti abruzzesi, non è ancora fuori pericolo. Le sue condizioni sono apparse fin da subito molto gravi. La donna ha riportato un politrauma. È stata ricoverata in codice rosso e operata per alcune ore da chirurghi e ortopedici. Per fortuna nel violento impatto a terra la quarantenne non ha perso alcun arto.

Resta in prognosi riservata. «La situazione è grave e delicata - specifica il direttore sanitario del Galliera, Giuliano Lo Pinto -. Gli interventi per fortuna però hanno avuto efficacia». Anche lei è in Rianimazione, intubata e sedata. Ha subìto due operazioni: all'addome e al femore, che è rotto. Quello che preoccupa è la respirazione. L'altro trauma, quello toracico, ha contuso i polmoni.

I medici hanno cercato di arrestare un’emorragia interna causata da un trauma compressivo. Oggi appunto interverranno ancora. Tra le diverse fratture che ha riportato, la più grave, come ha spiegato Lo Pinto, ha riguardato il femore, «che è stato riallineato. Gli ortopedici hanno messo dei fissatori esterni, dovranno effettuare un inchiodamento». 

Il giovane, che sarebbe stato estratto dai soccorsi tra le prime persone, è stato trasportato in codice giallo ed è stato operato al polso e trasferito dal reparto di Ortopedia in quello di Rianimazione. Rimane stabile, sotto osservazione, fanno sapere dal Pronto soccorso. Avrebbe riportato minori traumi rispetto alla compagna ma comunque molteplici fratture. 

 

 

 

 


 

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